Ore Dallas 11.35. Ore Ho Chi Minh City 23.35. Ore Gerusalemme 19.35. Dopo aver alloggiato per circa due giorni in Vietnam sono ripartito con il mio Borsone Louis Vuitton e i Ray Ban per oscurare i miei punti deboli. Ho preso un aereo per il luogo più legato e probabilmente importante della terra. Gerusalemme. Dopo diverse ore di volo sono giunto qui. Un famoso detto dice, a Tel Aviv ci si diverte a Haifa si lavora e a Gerusalemme si prega. Sono dunque qui per pregare?. Probabilmente no. Probabilmente sono qui per riscoprire me stesso come uomo, come persona nel luogo terra, come persona effettiva nel suo essere. Yerushalayim in ebraico. Ūrshalīm in Arabo. La città santa per eccellenza. Antichissima e dalle radici profonde e radicate nel vecchio terreno ebraico o palestinese che dir si voglia.
La mia mente rievoca libri e saggi di poeti e grandi scrittori israeliani. Un nuovo popolo, nato dall'unione di una rabbia, una rabbia radicata nei secoli e sepolta nei meandri delle menti. Il tutto per una folle guerra e per un susseguirsi di persecuzioni su popolazioni in minoranza. La cosiddetta legge del più forte.
Io credo che nelle menti degli israeliani si sia radicato il processo che avviene nelle menti dei serial killer. Si è attratti da ciò che noi stessi abbiamo subito. Uccido perché sono stato ucciso, una cosa molto più complessa ed elaborata della semplice vendetta.
Chissà perché credo di essere così legato a questa terra. Insomma la culla delle religioni che accoglie la culla dell'ateismo filosofico. Forse credo di trovare la mia via, che sembra essere stata risucchiata dai vortici dell'inconcludenza.
Un po' come un Gesù che chiede al padre dov'è la strada da percorrere dov'è il suo destino che probabilmente è superiore anche a ciò che è il Dio stesso, io mi affido all'unico Dio che conosco ovvero la mia interiorità, la mia mente, per ritrovare ciò che ho perduto. Per uscire da questa depressione che mi uccide a poco a poco.
Chiuso in hotel fisso le vecchie foto sull'I-pad mentre ascolto Moonlight di Beethoven diretta proprio da un israeliano Daniel Baremboim. Per poi accelerare i neuroni della mia mente con un pezzo chiamato Allegro con fuoco del grande Rachmaninov. Rivedo quello che un tempo credevo essere la felicità. Quei volti, quei sorrisi, quelle maschere, quell'eterno nichilismo della paura della morte. La velocità dei loro corpi, l'antichità dei loro volti resa quasi buffa da quei vani tentativi di nascondere. La naturalezza del suo volto. La debolezza del mio volto. Sempre più giù e più veloce. Un drink dopo l'altro. Una sniffata dopo l'altra in bagni degni della nobiltà europea. Il mio volto marchiato dall'insicurezza e da timidi sorrisi, estasiato ed esaltato, il mondo è nelle tue mani. O meglio il tuo cervello è nelle mani della cocaina. Vorresti proprio scoparla, lì in quel momento, fottendotene degli altri, delle regole. Caos. Caos. Caos. Non capisci più niente e riesci solo a guardare tutti volteggiare davanti a te, in quella follia di capitalismo e squilibratezza che aleggia in quella sala. Chiudi gli occhi e li riapri lentamente in cerca della fine del sogno e invece sei solo più confuso più dipendente più squilibrato. Applausi. Applausi. Flash. Applausi. Applausi. Flash. Applausi. Applausi.
Sudore. Inchino.
Mi accorgo del pianto e del sudore marcio che mi avvolge solo allo stacco imponente della musica. Riconnetto lentamente la spina e guardo l'orologio un Breguet Classic 7737, una luna sorridente mi fa capire che è molto tardi.
Chopin mi ricaccia in fondo al mare. Tuo padre. Chi è tuo padre?. Un maestro?. Un genio?. Una copia sbiadita?. Una testa di cazzo?. Chi è?. E' semplicemente ciò che ti ha reso quello che sei, la figura che per anni con i tuoi eccessi con i tuoi sbalzi di umore, con le tue follie e le tue passioni hai tentato di cancellare dalla mente di chi ti seguiva di chi non ti capiva. Sei stato sommerso esattamente com'era prevedibile dalla paura di non farcela di non reggere tutto quel peso. Psicologi e terapisti ti hanno solo guidato all'interno di un labirinto di difese e nuvole che tu stesso hai creato.
Probabilmente chiunque conosce lo studio di proporzionalità di Leonardo da Vinci. Io credo che il mio corpo in questo momento si stia portando all'estremo. Allo studio della proporzionalità della sua mente.
Down on the corner. Su e giù. 100. 110. 120. 130. 140. 150. Sono morto. 170. Flessione dopo flessione mando a fanculo il mondo che mi ha creato, persona dopo persona. Io sono il nuovo voi siete il vecchio. Io ho preso il mio futuro in mano e l'ho buttato nel mio caos. Che si fotta!. Ma chi cazzo è per decidere di me?. Un'altra striscia. Niente più pulizia. Prima che tutto vada a puttane..riesco a prende l'Iphone..Chiamo Barrett.
" Vieni qui cazzo..". " Ma che cavolo vuoi a quest'ora Ethan ? E soprattutto non so neanche dove sei e perché dovrei venire!" " Siccome sto spendendo circa 20 dollari al minuto, ho appena sniffato 5 strisce di cocaina colombiana purissima mi sto sballando nella città santa con i Creedence Clearwater Revival a tutto volume nella testa e ho fatto 200 flessioni per mandare a puttane il mondo necessito di un tuo arrivo immediato!" " Cazzo, cazzo. Pensavo avessimo almeno superato questo momento. E soprattutto che cazzo ci fai a Gerusalemme?!? E come faccio a venire li ora? Non posso. Cazzo. Piantala dormi e appena puoi torna negli Stati Uniti!" " No se non vieni mi butto da questo fottuto Hotel, mi taglio le vene e mi sparo in testa hai capito cazzo di Barrett di merda..". Il buio avvolge la mia testa. E' finita?. Forse sono finalmente morto...Forse..Forse..
La mia mente rievoca libri e saggi di poeti e grandi scrittori israeliani. Un nuovo popolo, nato dall'unione di una rabbia, una rabbia radicata nei secoli e sepolta nei meandri delle menti. Il tutto per una folle guerra e per un susseguirsi di persecuzioni su popolazioni in minoranza. La cosiddetta legge del più forte.
Io credo che nelle menti degli israeliani si sia radicato il processo che avviene nelle menti dei serial killer. Si è attratti da ciò che noi stessi abbiamo subito. Uccido perché sono stato ucciso, una cosa molto più complessa ed elaborata della semplice vendetta.
Chissà perché credo di essere così legato a questa terra. Insomma la culla delle religioni che accoglie la culla dell'ateismo filosofico. Forse credo di trovare la mia via, che sembra essere stata risucchiata dai vortici dell'inconcludenza.
Un po' come un Gesù che chiede al padre dov'è la strada da percorrere dov'è il suo destino che probabilmente è superiore anche a ciò che è il Dio stesso, io mi affido all'unico Dio che conosco ovvero la mia interiorità, la mia mente, per ritrovare ciò che ho perduto. Per uscire da questa depressione che mi uccide a poco a poco.
Chiuso in hotel fisso le vecchie foto sull'I-pad mentre ascolto Moonlight di Beethoven diretta proprio da un israeliano Daniel Baremboim. Per poi accelerare i neuroni della mia mente con un pezzo chiamato Allegro con fuoco del grande Rachmaninov. Rivedo quello che un tempo credevo essere la felicità. Quei volti, quei sorrisi, quelle maschere, quell'eterno nichilismo della paura della morte. La velocità dei loro corpi, l'antichità dei loro volti resa quasi buffa da quei vani tentativi di nascondere. La naturalezza del suo volto. La debolezza del mio volto. Sempre più giù e più veloce. Un drink dopo l'altro. Una sniffata dopo l'altra in bagni degni della nobiltà europea. Il mio volto marchiato dall'insicurezza e da timidi sorrisi, estasiato ed esaltato, il mondo è nelle tue mani. O meglio il tuo cervello è nelle mani della cocaina. Vorresti proprio scoparla, lì in quel momento, fottendotene degli altri, delle regole. Caos. Caos. Caos. Non capisci più niente e riesci solo a guardare tutti volteggiare davanti a te, in quella follia di capitalismo e squilibratezza che aleggia in quella sala. Chiudi gli occhi e li riapri lentamente in cerca della fine del sogno e invece sei solo più confuso più dipendente più squilibrato. Applausi. Applausi. Flash. Applausi. Applausi. Flash. Applausi. Applausi.
Sudore. Inchino.
Mi accorgo del pianto e del sudore marcio che mi avvolge solo allo stacco imponente della musica. Riconnetto lentamente la spina e guardo l'orologio un Breguet Classic 7737, una luna sorridente mi fa capire che è molto tardi.
Chopin mi ricaccia in fondo al mare. Tuo padre. Chi è tuo padre?. Un maestro?. Un genio?. Una copia sbiadita?. Una testa di cazzo?. Chi è?. E' semplicemente ciò che ti ha reso quello che sei, la figura che per anni con i tuoi eccessi con i tuoi sbalzi di umore, con le tue follie e le tue passioni hai tentato di cancellare dalla mente di chi ti seguiva di chi non ti capiva. Sei stato sommerso esattamente com'era prevedibile dalla paura di non farcela di non reggere tutto quel peso. Psicologi e terapisti ti hanno solo guidato all'interno di un labirinto di difese e nuvole che tu stesso hai creato.
Probabilmente chiunque conosce lo studio di proporzionalità di Leonardo da Vinci. Io credo che il mio corpo in questo momento si stia portando all'estremo. Allo studio della proporzionalità della sua mente.
Down on the corner. Su e giù. 100. 110. 120. 130. 140. 150. Sono morto. 170. Flessione dopo flessione mando a fanculo il mondo che mi ha creato, persona dopo persona. Io sono il nuovo voi siete il vecchio. Io ho preso il mio futuro in mano e l'ho buttato nel mio caos. Che si fotta!. Ma chi cazzo è per decidere di me?. Un'altra striscia. Niente più pulizia. Prima che tutto vada a puttane..riesco a prende l'Iphone..Chiamo Barrett.
" Vieni qui cazzo..". " Ma che cavolo vuoi a quest'ora Ethan ? E soprattutto non so neanche dove sei e perché dovrei venire!" " Siccome sto spendendo circa 20 dollari al minuto, ho appena sniffato 5 strisce di cocaina colombiana purissima mi sto sballando nella città santa con i Creedence Clearwater Revival a tutto volume nella testa e ho fatto 200 flessioni per mandare a puttane il mondo necessito di un tuo arrivo immediato!" " Cazzo, cazzo. Pensavo avessimo almeno superato questo momento. E soprattutto che cazzo ci fai a Gerusalemme?!? E come faccio a venire li ora? Non posso. Cazzo. Piantala dormi e appena puoi torna negli Stati Uniti!" " No se non vieni mi butto da questo fottuto Hotel, mi taglio le vene e mi sparo in testa hai capito cazzo di Barrett di merda..". Il buio avvolge la mia testa. E' finita?. Forse sono finalmente morto...Forse..Forse..
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