Dopo giorni terribili, in preda al panico e al dolore mentale e psicofisico, il mio corpo allo stremo delle forze e di ogni logica collocazione aveva riluttato il mio tentativo di sopravvivenza portandolo più che altro ad un estremo tentativo di suicidio. Il cocktail micidiale di alcolici e farmaci aveva ridotto le mie fibre a piccoli sarcomeri deboli e sfilacciati. Lei era diventata un miraggio, una visione da acidi. Avevo deciso di dipingerla.
Ore e ore passate a rivedere e a ripensare uno dei periodi artistici più travagliati e particolari della mia penosa carriera avevo riscoperto il piacere di dipingere e avevo raffinato le mie doti su quel soggetto paradisiaco. Inoltre per il caldo afoso e terribile che colpiva quelle giornate, la splendida figura misteriosa se ne stava rinchiusa in casa con le sue finestre spalancate e il suo corpo divino in attesa di un segnale portato dal vento.
Il blu dei suoi occhi era introvabile, come il rosa della sua pelle, e la sua rappresentazione grottesca quasi drammatica rendeva a pieno la difficoltà e la fragilità della mia mente.
Un lussemburghese sperso in terra spagnola innamorato della figura più eccitante che il suo sguardo avesse mai catturato in attesa di un romanzo che non arriverà mai coperto da amore e dolore racchiusi in un maledetto dipinto.
Fottuto quel giorno che la vidi, o quanto la voglio prendere baciare possedere, la voglio scopare in ogni angolo della sua casa e voglio che il mio corpo in migliaglia di rapporti lunghi intensi e provocanti le trasmetta tutte le sensazioni che racchiude dentro di se. Voglio che quel suo corpo che ora mi sembra così lontano diventi parte del mio corpo come un nuovo organo in grado di darmi nuova vita. Voglio che le nostre effusioni siano prolungate e distaccate soltanto dalla tua candida pelle che ricopre il blu introvabile a intervalli regolari. Voglio del sesso che sia amore ma che si distacchi così tanto dall'amore che l'eccitazione nuda e cruda avvolga i nostri corpi e li pervade per lunghe ed interminabili ore.
Così il mio romanzo prendeva vita, mentre nel resto del tempo, tra patatine al formaggio e bicchieri lunghi e profondi di vino rosso la mia mano consumata ed epica, riproduceva senza sosta su una tela sentimenti mai ricambiati.
E poi il silenzio. La visione si trasforma. E il mio corpo esplode pervaso ormai da emozioni perverse.
Ore e ore passate a rivedere e a ripensare uno dei periodi artistici più travagliati e particolari della mia penosa carriera avevo riscoperto il piacere di dipingere e avevo raffinato le mie doti su quel soggetto paradisiaco. Inoltre per il caldo afoso e terribile che colpiva quelle giornate, la splendida figura misteriosa se ne stava rinchiusa in casa con le sue finestre spalancate e il suo corpo divino in attesa di un segnale portato dal vento.
Il blu dei suoi occhi era introvabile, come il rosa della sua pelle, e la sua rappresentazione grottesca quasi drammatica rendeva a pieno la difficoltà e la fragilità della mia mente.
Un lussemburghese sperso in terra spagnola innamorato della figura più eccitante che il suo sguardo avesse mai catturato in attesa di un romanzo che non arriverà mai coperto da amore e dolore racchiusi in un maledetto dipinto.
Fottuto quel giorno che la vidi, o quanto la voglio prendere baciare possedere, la voglio scopare in ogni angolo della sua casa e voglio che il mio corpo in migliaglia di rapporti lunghi intensi e provocanti le trasmetta tutte le sensazioni che racchiude dentro di se. Voglio che quel suo corpo che ora mi sembra così lontano diventi parte del mio corpo come un nuovo organo in grado di darmi nuova vita. Voglio che le nostre effusioni siano prolungate e distaccate soltanto dalla tua candida pelle che ricopre il blu introvabile a intervalli regolari. Voglio del sesso che sia amore ma che si distacchi così tanto dall'amore che l'eccitazione nuda e cruda avvolga i nostri corpi e li pervade per lunghe ed interminabili ore.
Così il mio romanzo prendeva vita, mentre nel resto del tempo, tra patatine al formaggio e bicchieri lunghi e profondi di vino rosso la mia mano consumata ed epica, riproduceva senza sosta su una tela sentimenti mai ricambiati.
E poi il silenzio. La visione si trasforma. E il mio corpo esplode pervaso ormai da emozioni perverse.
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