domenica 13 maggio 2012

Party Love. Roma.

Calava, l'alcool, calava come non mai. Mai si era visto in tutta Roma un party più marcio. Shots shots shots everybody! Risuonava nelle mie orecchie mentre calavo l'ennesimo Jager bomb.
Ragazze di cui non conoscevo neppure il nome riempivano la mia bocca delle loro lingue. La gente saltava ovunque e dovunque; piscina, terra, tavoli. Era il delirio della ricchezza, del lusso più sfrenato. Lo status simbolo di quel mondo alla deriva. Lo spreco come obbiettivo di vita.
Potevo avere ogni sorta di cosa, droghe, donne, follie di ogni genere e tipo, eppure lei mi sfuggiva sempre.
Ogni festa, li con il suo sguardo impenetrabile, i capelli neri come il cielo nelle notti di pioggia. Occhi di puro vanto nobiliare, lapislazzuli che non smetti mai di guardare. L'amore che ti coglio un po' alla sprovvista, quando meno te lo aspetti..o forse quando sei meno razionale. 
Eppure lei resta li, come una stella che si ostina a splendere in quel cielo inquinato. Un vestito panna e nero, delicato e ricercato. Tu invece sei li, spaparanzato su una poltrona di un lercio indefinito, con il tuo abito d'arta sartoria che ormai è un vago ricordo d'eleganza. Per non parlare del tuo ciuffo, ridotto a una frangia spettinata e impregnata di sudore, alcolizzata quasi quanto te. Il baffetto ricercato e forse l'unica cosa che ancora ti distingue dal resto di quel marciume. Il naso chiede ancora pietà per la coca da bagno. La sciarpa Louis Vuitton è ormai un tenero asciugamano che adorna le tue spalle. 
Insomma caro Marco cosa vuoi offrire alla tua fiamma? Il verde del tuo sguardo. 
Ti alzi, ti risistemi con finta non curanza, accendi la sigaretta, uno due quattro passo e smeraldi e lapislazzuli si sfidano in un gioco di colori, nella notte dove il colore a reso tutto più nero. - Com'è che in un posto come questo c'è spazio per certi sprazzi di arte contemporanea?- esordisci. - Non so, in fondo l'arte è relativa.- Risponde saggiamente lei. Diavolo quanto devo vomitare. - O no un saggio conoscitore di opere qual è la mia figura ha il pieno controllo del sapere è sa quando gli viene proposto qualcosa di raro, non fuggire via da me, non scappare, non pensare che io sia il solito ricco egocentrico, lascia che io ti possa mostrare il mondo per quello che è realmente, un capolavoro nel quale tu sei una delle punte di diamante, una di quelle cose che ci fa ancora addormentare felici nelle notti di tormenta- Che fottuto poeta delle notte. -Come siamo poetici Casanova di Wall Street, ma il mondo per come lo vedo io è gia ampliamente ricco di bellezza anche senza il tuo aiuto, kiss kiss bang bang..- Non fece in tempo a finire la frase che il mio vomito stava invadendo la strada 4 piani più in basso dell'attico. Sentii solo la sua voce mormorare: -Bello il tuo mondo poeta-. 
Bella figura di merda. E vomitai ancora.

2 commenti:

  1. Scrivi davvero bene. Complimenti.

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  2. Molte grazie, gentilissimo/a. L'unica cosa che manca a questo blog e il tempo e l'ispirazione dell'autore lol.

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