venerdì 8 giugno 2012

Nel momento in cui capisci che tutto quello che ti ha sempre circondato, che tutte le realtà che ti hanno sempre riempito ogni singolo giorno, non sono altro che castelli di carta, ogni cosa crolla al primo respiro. La rabbia non è un emozione, non è un sentimento, non è assolutamente nulla. E' assuefazione, un conglomerato di ogni minima parte di te stesso che non aspetta altro che sgonfiarsi dopo essere esplosi come un bomba che distrugge ma non mira a nulla se non a distruggere. Ogni cosa è illuminata direte voi. No ogni cosa è buia, torbida, piena di bugie, di avversione. Non sento più niente e forse non vorrei far altro che scappare via. Eppure rimango sempre qui come se non ci fosse nient'altro da fare. Come se non sapessi che ci sono migliaia di vie d'uscita. Il mondo è sempre stato bello perché vario, ma a volte vorrei solo che si soffermasse per un po' sulle cose belle, stabili, immobili. Niente mi ha mai colpito come l'amore. Un sentimento che ti viene quasi insegnato dal tuo stesso corpo. E nulla c'entra l'amore di cui parlo con il sesso. L'amore di cui parlo è quello che tu provi per quelle persone che con te sono sempre state. Loro e soltanto loro sanno come amarti, come comprenderti, come prenderti. E solo loro sanno far crollare tutto nel peggiore dei tuoi incubi. Come un tornado che colpisce quei poveri castelli di carta, rendono le giornate buie, le notti fredde e insonni, e quel mondo che realtà ne ha fin troppa si immerge nei meandri più profondi del tuo io. Sei solo polvere che attende di essere spazzata. Ma vorresti solo che quella polvere che consideri sempre in eccesso rimanesse li, ancora un giorno, ancora un giorno. Nessuno è disposto realmente ad ascoltarti perché tutti sono solo disposti a fare i loro interessi. Nel giorno in cui la gente lo capira, saremo forse tutti un po' più uniti. 
Sei solo quanto non lo sei stato mai. Ma in realtà sei solo come lo sei sempre stato. Le unioni più strette vengono divorate pian piano dall'animo umano che non conserva più niente di razionale. Come se la carne da macello non avesse altro che bisogno di essere macellata. Vorresti sparire. Ma sai che forse non sei mai comparso.

3 commenti:

  1. Nessuno è solo in questa vita, nessuno, neanche nei momenti più bui di ogni esistenza.
    E non si può fermare il tempo, congelare tutto perché quel tutto è perfetto così. Tutto passa, tutto scorre, basta capirlo, accettarlo.

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  2. Bè ci sono momenti nella vita nei quali il tempo perde di valore, scompare come le persone e l'immobile non è più concepito come immobile ma solo come una grande entità che tutto è e tutto porta via con se. L'unica cosa che non fa è sparire.

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  3. Sono le persone che rendono il tempo privo di valore, il tempo "vive" in funzione di noi, non viceversa. Perde valore quando non si riesce più ad afferrarlo, quando non si ha neanche tempo da dedicare al proprio ego, vivendo in funzione del mondo. Nei ricordi, invece, riacquista il proprio valore, la sua funzione: ricordare il suo trascorrere.
    E' molto complicato, ma anche così semplice, se ti può interessare c'è un "filosofo" (se si può chiamare così), che ha dedicato alcune opere al tempo, Henri Bergson (è un po' da masochisti, lo ammetto).
    Comunque scrivi molto bene, hai forse qualche difficoltà nella punteggiatura, unica pecca.

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