martedì 1 giugno 2010

Incontro con il re dei tatuaggi

Entrato nel bar, il sapore del fumo di antiche erbe e la puzza d'alcool ti inebriavano il cervello. Uomini ubriachi, con ragazze perse in giochi più spinti anche delle fantasie di un cattivo ragazzo in fase di crescita. Il bancone era vuoto apparte lui. Era di spalle, maglietta a maniche corte, cappello nero, con un rosario rosso fiammante tutto intorno. Scarpe simili a Vans, a quadretti blu e gialli, e jeans stretti. Per avvicinarti a lui, dovevi osservare tutto intorno a te. C'erano più dettagli in quel lurido covo di scarti e prostitute che in un fondale marino.
Arrivato finalmente allo sgabello di fianco a lui, mi sedetti, e lo osservai più da vicino. Gli occhi erano di un verde smeraldo, con un interno tendente all'azzurro chiaro. Il collo e le braccia ricoperti di tatuaggi, rappresentanti croci, ideogrammi, simboli sacri e non. Sull'orecchio sinistro un piccolo orecchino a forma di sorriso sberluccicava nell'ambiente scuro illuminato al neon del luogo. Alla mano destra un grosso anelli intrecciato all'anulare splendeva come un lingotto d'oro, mentre nella mano sinistra al medio c'era un anello simile a quello del pescatore (l'anello del papa) con l'unica differenza che al posto di essere d'oro era rosso fiammante. Il re continuava a sorseggiare Whisky liscio, interrompendo a tratti la bevuta con un tiro di una canna che alzava e appoggiava ripetutamente sullo stranissimo bancone. Era vuoto come fosse di plexiglass, era molto suggestivo. Quando mi fui sistemato al suo fianco, cominciai la particolare discussione.

Nessun commento:

Posta un commento