Caffè di mattina, vuol dire che ho dormito troppo. Cavolo di vestiti e come cercare nell'oceano un ago. Alla fine esco sempre con una stupida t-shirt e un paio di jeans rotti, tanto per uno che lavora alla Starbuck's non ci sono molti problemi sull'abbigliamento. Lavarmi i denti stanca quasi più il mio braccio che fare sollevamento pesi. La mattina è sempre così frenetica. Accendo la tv è il massimo che riesco a vedere è un paio di tette coperte che ballano di una poveretta che cerca di convincermi a comprare la sua pedana rilassante, ma vaffanculo. Esco per andare a lavorare e mi accorgo di non avere un centesimo, vado al bancomat per prendere un po' di soldi e lui si mette a ridere, non è divertente. Quando arrivo a quella cavolo di caffetteria e vedo l'enorme massa di clientela che non aspetta altro che rompermi i coglioni decido che quel giorno è un giorno di merda, e la cosa non è positiva perché vuol dire che tutto l'anno è un giorno di merda. Figo. Dopo 8 ore di lavoro ininterrotto decido che è ora di tornare a casa, il mio capo però ha un'altra idea, pulire i cessi, quanto amo quell'uomo. Comincio a pensare che avrei dovuto laurearmi, sono senza soldi, vivo in una casa che è una beffa chiamare casa, lavoro in un locale talmente affollato che mi sembra sempre di lavorare allo stadio prima della partite. Il mio misero stipendio se ne va tra affitto, cibo, tabacco da rollare e qualche film da affittare. E si lo so che lo state pensando, sono uno sfigato del cazzo, avrei dovuto laurearmi l'ho sempre detto. Ma cazzo giocare al computer e uscire con le fighe era molto meglio no? Certo finché non ho avuto 22 anni e non un misero soldo, i miei hanno deciso che dovevo cavarmela da solo e mi hanno mandato a fare un giro, non hanno più riaperto la porta. Non mi sento uno di quei cazzo di incompresi per carità, so perfettamente di essere un fallito anche senza che lo dimostri alla società, insomma che cosa può sperare di fare un poveretto che lavora in una caffetteria tutto il santo giorno, che vive nel peggior quartiere della città dove ci sono più prostitute che donne e più crack che pane. Ma forse ho ancora qualche speranza insomma la mia vita è pur sempre dignitosa non ho bisogno di chiedere prestiti, mi faccio un tatuaggio ogni tanto, dormo sul divano d'accordo..Ok è una poltrona e allora?..Sì la mia vita è uno schifo avete ragione.
Eppure ci sarà un cavolo di motivo per cui debba alzarmi la mattina e andare a lavorare no? No non c'è ed è proprio per questo che ho deciso di andarmene da questo schifo di posto una volta per tutte, il bello è che ho soltanto il mio ultimo stipendio (600 dollari) una maglietta, un paio di jeans e delle Vans che se non fanno la muffa probabilmente si sciolgono, un paio di sigarette rollate e una bici. Ok in bici non posso andare lontano ma probabilmente in autobus sì, su è ora di partire ragazzi, a che scemo, mi chiamo Damien, che nome da sfigato.
Il primo autobus per Louisville è un vero schifo, ore di viaggio dormite in luridi prati, e alla fine mi trovo a vagare nel Kentucky senza una cavolo di meta così a piedi con il mio cavolo di zaino una manciata di dollari e dei capelli che diventeranno rasta talmente sono poco pettinati. Sono a Hodgenville la città che ha dato i natali ad Abramo Lincoln mica uno scemo qualunque. Peccato che in città non ci sia assolutamente niente, solo qualche gadget del vecchio presidente e qualche scemenza per turisti ricchi e stupidi. Dopo aver trovato lavoro al Kentucky Fried Chicken, la catena di pollo fritto più famosa del mondo, affitto un piccolo appartamente scricchiolante a Louisville in uno dei quartieri più vecchi della città. Arrivato esausto dal mio primo giorno di lavoro mi sdraio sul freddo pavimento del mini monolocale che ho affittato, continuo a sentire scricchioli in continuazione ma penso siano i topi e gli altri inquilini, finché un fortissimo rumore dalla parete non mi sveglia di soprassalto dal mio quasi sonno sul lurido pavimento; fortissimi colpi provengono dalla parete che da sull'interno del palazzo, l'unico problema è che l'appartamento di fianco è completamente disabitato. Mi avvicino piano, sono nettamente spaventato ma cerco di trattenere la mia paura per non andare in crisi. Ad un certo punto un terribile suono di lamiere che sfregano mi sfregia i timpani e sono costretto ad accasciarmi a terra. C'è qualcosa di liquido sul pavimento, lo sento sulle labbra un sapore orribile. Mi alzo. Un lago, un fottuto lago di sangue che fuoriesce dalla parete. Svengo. Benvenuti nell'inizio del mio incubo.
E' come svegliarsi in un piscina piena d'aria, sei sospeso ma allo stesso tempo hai l'impressioni di affondare da un momento all'altro. Non so se sono fatto o cosa, non so se sono morto, o se questo è solo un orribile sogno. Ho veramente paura. Non riesco a muovermi. Non sento nulla che non sia dolore o confusione. Ad un certo punto una figura si avvicina verso di me. Cerco di scappare ma niente sono immobile. L'uomo è giovane avrà una ventina d'anni, è ricoperto di tatuaggi e ha i capelli parecchio lunghi. Mi sorride. Sto sudando. Parte In the air tonight di Phil Collins. Ma che cazzo c'entra?!. E lo stronzo continua a ridere, mima il suono della batteria al momento del ritornello esattamente come Tyson in una Notte da leoni. Credo di essere impazzito. Continua a osservarmi e sono sempre più agitato. “ Ciao”. Mi dice ciao cazzo. “ Ma chi cazzo sei ? “. “ Sono semplicemente la tua mente “. Ok sono ufficialmente pazzo. “ Decido io cosa fai, cosa vuoi fare o cosa non vuoi fare, cosa vedi o cosa non vedi, il sangue di prima? Io. I rumori ? Io. Eh già sono completamente magico. Non è una cosa molto divertente perché sono nel tuo corpo di merda, ma bisogna accontentarsi”. Ma secondo voi è normale che io stia parlando con la mia mente? Cioè sono pazzo, sclerato, povero in canna, ma questo cazzo. “ Comunque il mio corpo non fa schifo stronzetto “. “ Certo...Tra l'altro credo di doverti dire perché stai parlando con me. Bé è molto semplice, ho deciso di dare una svolta alla tua vita del cazzo, voglio che tu diventi il miglior uomo di questa fottuta terra, ti darò tutto quello che hai bisogno, intelligenza, bellezza, soldi. Sono senza limiti ricorda “. Ammetto che la cosa mi intriga, ma sono sempre più convinto che questo sia un sogno un maledetto e stranissimo sogno. “ Ok amico piantiamola con le stronzate, su dimostrami che non sto sognando e che puoi farmi diventare come dici. “ “come desideri, chiudi gli occhi”. Appena chiusi gli occhi mi sentii trasportare da un vortice terrificante, era fortissimo e tutto era colorato. Appena gli riapri mi ritrovai sul palco di un concerto di Marlyn Manson. Ero sul palco che saltavo insieme a lui mentre urlava il ritornello di mOBSCENE. Mi butto in mezzo alla folla che mi fece scorrere sulla loro braccia, c'era un rumore assurdo e lui urlava, tutti urlavano e io venivo spinto di qua e di la dalla folla, era completamente assurdo ma sembrava così vero. Quando mi rimisero giù stavano per cominciare a pogare, e io ero in mezzo e quando mi girai per evitare uno spintone, mi trovai difronte la mia famosa mente, rideva come un pazzo: “ Allora che ne dici ti sembra abbastanza realistico?!? “. Cazzo se lo era. Era fantastico. Chiusi di nuovo gli occhi. Quando gli apri lentamente, sentivo di sottofondo Personal Jesus, ero seduto in una sorta di trono, difronte a me c'erano le ragazze più belle che avessi mai visto che mi ballavano davanti, difianco a me la mente. “ Chiamami pure il tuo Gesù personale haha. E questo è solo l'inizio, il mondo sarà nostro, goditi le mie amiche, haha “. Ammetto che la risata era relativamente spaventosa, ma infondo le sue amiche non erano niente male. Un vortice di sensazione che solo la droga sapeva dare mi prese all'improvviso, c'erano luci psichedeliche dappertutto e mi sembrava di essere fortissimo, una nebbiolina era tutta intorno a me, dalla terra spuntavano teste delle persone che più mi avevano maltrattato, le guardavo, godevo nel vederle soffrire. Contemporaneamente a questo mi trovai in bocca la miglior sigaretta rollata che avessi mai fumato, e le ragazze mi sfioravano il corpo in modo incredibile, era un mix di sensi senza precedenti. “ Allora pensi che questo possa soddisfarti? “ Diceva con aria beffarda. “ Sì “. “ Devi solo mettere una firma qui. “. E all'improvviso una cartuccia mi si conficco nel braccio riempendosi di mio sangue e andò ad infilarsi nella stilografica che il mio Gesù personale teneva in mano, in preda all'eccitazione, firmai. Mai chiudere un contratto con il diavolo.
Chiusi un'ultima volta gli occhi. Un altro vortice mi prese e mi porto in un orribile cimitero. Noi non dormiremo mai. Questo urlavano. Dei pazzi esaltati che saltavano davanti a me. Il Diavolo sorrideva davanti a loro. Volevo andarmene non volevo unirmi a loro, ma ormai avevo firmato. All'improvviso un rabbia terribile mi prese, senti le vene pompare e comincia a saltare. Ero diventato suo come lui aveva desiderato, mi aveva tentato ed ero caduto. Ci fu una pausa una lunga pausa, il Diavolo si avvicino a me, mi guardò in faccia e comincia a urlare trasmettendomi una sorta di demone che mi entrò in gola. Vidi che non controllavo più i miei movimenti. Chiusi ancora gli occhi. Cominciai a cadere sentivo che cadevo ma non capivo. Aprì gli occhi. Stavo cadendo sui grattacieli di New York. Non sapevo cosa fare cercavo di divincolarmi di non andare a schiantarmi. Andai dritto contro l'asfalto. Non credevo ai miei occhi. Ero come sospeso ad un centimetro da terra, sotto di me, la mano del Diavolo mi sorreggeva dal terreno.
Scosso e spaventato cominciai a camminare per le strade di New York, ma era come se qualcosa mi stesse guidando, guardai verso l'alto e cominciai a vedere un sacco di corpi che cadevano al suolo, cadevano e si schiantavano tutti per terra, la gente urlava, tantissimo sangue per le strade, macchine distrutte dalla gente che cadeva, ossa, pezzi di carne. Era la scena più terrificante che avessi mai visto, poi apparve lui dietro di me sussurrandomi nell'orecchio solo due chiare parole, Suicide Season, continuava a ripeterle e la gente urlava. Io piangevo non sapevo cosa fare, mi inginocchiai, lui mi mise una mano sulla spalla, i corpi smisero di cadere, la gente non smise di urlare. Era iniziata la stagione dei suicidi.
Mi reggevo a stento in piedi, volevo chiedergli perché, volevo una risposta. Perché tutta quella gente morta? Perché?. Forse non c'era risposta, forse era solo un suo folle desiderio e io ero solo un suo fottuto divertimento. Non lo so...Solo lui poteva darmi una risposta. “ Tu mi hai promesso tante cose, ma se solo un bugiardo, un lurido bugiardo, sei uno schifoso ricattatore!”. “ Calmati respira, dobbiamo parlare di tante cose. Tante cose ti devono essere spiegate, seguimi”.
Mi ritrovai in una stanza completamente vuota e bianca, lui seduto sul suo disgustoso trono, io difronte a lui, sofferente e barcollante in cerca di risposta. “ Oggi è cominciata la stagione dei suicidi. La gente dovrà viaggiare in se stessa per capire se vale veramente la pena di vivere. Se questo santo e irrinunciabile dono non può essere sconsacrato. Guarda l'umanità moderna, l'uomo in preda al consumismo e alla guerra, guarda il dolore che Dio manda all'umanità. Io sono sola la tentazione di uscire da questo vortice di dolore e sofferenza. Sono la loro unica via di uscita dai sensi di colpa che ti corrodono dall'interno. Sono il principe del suicidio, il mastino della salvezza, il tuo Gesù personale, e come Gesù ho bisogno di seguaci per arrivare al mio obbiettivo. Ogni uomo dovrà capire che ci sono solo due vie da prendere. O come me, o fuori di qui. Puoi firmare il contratto o puoi uscire dalla porta sul retro. Il suicidio. E..” “ Questa è follia, tu vuoi creare un tuo esercito personale oppure costringere la gente a suicidarsi, sei solo la versione folle e malvagia di Dio!”. “ No, io faccio capire all'uomo che è meglio cadere nell'inferno con un appoggio che caderci per sempre da soli, il suicidio gli fa passare da un terzo ingresso, un porta che da nell'inferno d'elite, il mio inferno, dove poter scontare la propria pena senza essere distrutti nel profondo, un processo di purificazione più lento ma meno violento, questo è il mio motto. Il mondo ha bisogno di purificazione e il mio unico metodo di purificazione è l'ustione. Ho bisogno di un messaggero terreno che mandi il mio messaggio senza essere identificato come il Diavolo stesso, ho bisogno di qualcuno che incida nel profondo dell'umanità la mia carta bruciata. Quell'uomo sei tu Damien, la persona più neutra che ho incontrato.” “ Ma che diavolo stai dicendo io non mi unirò mai a te alla tua banda di depravati schifosi che usano la scusa della purificazione come pretesto di schifosi omicidi mascherati da suicidi.” “ Ascolta il mio messaggio prima di rifiutare : Hai versato il tuo sangue per miscelarlo con il sangue altrui. Hai ingannato il tuo prossimo per arricchire il tuo ego. Hai valorizzato il terreno per arricchire il tuo conto. Hai fregato le autorità perché le consideri più marce di te. Hai bruciato la tua anima ancora prima che io ti tentassi nel peccato. Hai ucciso il tuo spirito più brutalmente di come avrebbe fatto un serial killer. Hai tagliato la carne come fosse stato un gioco. Hai aperto ferite in tua madre perché pensavi che tutti ti foste dovuto. Hai scagliato la prima pietra come non fossi un peccatore. Brucia nei buchi più bui, oppure apri lo scrigno del nettare dell'immunità di purificazione definitiva. Oppure..sali nel palazzo più vicino guarda in basso, comincia a sudare, conta le gocce che ti cadono dal volto, quando saranno 666, sentirai una mano sulla tua spalla, e due parole Suicide Season, il mio messaggero ti guiderà, guardalo negli occhi, chiudi i tuoi...e lasciati cadere.” Ero completamente immerso nella pioggia ero in silenzio, era come se sentissi di appartenere alla merda più profonda e volevo uscirne, ero un drogato che aveva bisogno di disintossicarsi. “sarò il tuo messaggero, sarò il portatore del tuo messaggio..” “ Che la stagione dei suicidi, abbia inizio, d'ora in poi il tuo nuovo nome, sarà Il portatore di un nuovo orizzonte.”. Chiusi gli occhi. Gli riaprì ero a Londra, da qui sarebbe cominciato il mio nuovo cammino di disintossicazione, ero un subordinato del Diavolo, un messaggero di morte, ero Il portatore di un nuovo orizzonte.” Vidi che sul mio braccio era spuntato un enorme tatuaggio con quel nuovo nome. Mi alzai. Avevo un compito da compiere.
Era nella parte Ovest di Londra nel quartiere di SoHo. Non c'era molta gente per la strada, le persona erano scure in volto, camminavano veloci, forse ancora scosse dalla terribile notizia del telegiornale che aveva annunciato del suicidio di massa avvenuto a New York, seicentosessantasei persone si erano buttate da diversi grattacieli, riempiendo la città di sangue, cadaveri e ossa. Il mondo era scosso e silenzioso. Forse pensieroso. Camminavo lentamente non essendo molto consapevole di quali fossero i punti da cui partire. Dentro di me sentivo qualcosa di terribile muoversi, mi provocava terribile fitte e irrimediabili pause sul ciglio di quella lurida strada. Puttane e vagabondi mi cercavano con lo sguardo e con la voce, cercando di prendermi comunque qualche spicciolo, chi con la pietà, chi con il corpo. Cercavo un segnale un messaggio da cui partire. Niente in città non c'era assolutamente niente era tutto completamente deserto. Ero solo, dolorante e abbandonato nel mio dolore, con un compito da svolgere e nessun indizio da utilizzare. Era come giocare a un gioco senza istruzioni. Poi improvvisamente il dolore allo stomaco si fece insopportabile era completamente rivolto verso destra, capii che stava a indicarmi la direzione da prendere. Seguendo il dolore giunsi a una locanda chiamata il respiro delle maschere; un posto lercio pieno di puttane e disperati. Entrai, l'odore di sigarette e alcool mi corrodeva le mucose nasali. Il barista fece un cenno alle molte persone presenti nel locale, io continuai a seguire il dolore e mi ritrovai sul tetto del palazzo, tutte le persone che erano nel locale mi avevano seguito e mi stavano guardando impazienti di sentire una qualche mia parola. Con il passare dei minuti le persone aumentavano sempre di più e si aggiungevano anche sui tetti dei palazzi difianco a quello dove eravamo giunti. Il dolore diventò insostenibile e spuntò il Diavolo che sembravo vedere solo io, e comincio a parlarmi nell'orecchio sussurrando: “ Guarda e impara”. Apparve all'improvviso anche alla vista delle altre persone e comincio a parlare: “ Uomini, donne e bambini, mi presento alle vostre assetate e sataniche menti, sono colui che dovrebbe farvi peccare, sono colui che dovrebbe dirigervi verso il male, ormai sono solo un peccato veniale. Avete infranto ogni legge e ogni regola senza che io vi guidassi, avete usato il mio nome invano senza esitazione solo per giustificare la vostra perversione, scegliete la via della purificazione con o senza la mia attenzione. Se volete essere miei adepti e soffrire come cani nel cimitero degli immorali firmate il mio contratto, se volete purificarvi e scalare il monte della salvezza lasciate il vostro corpo terreno cadendo nella mia casa dal tetto della vostra.”. Tutta la massa cominciò a muoversi verso i cornicioni dei palazzi come presi da un raptus suicida. All'improvviso parti Stuck in the middle with you degli Stealers Wheel, il diavolo comincio a ballare davanti a me ridendo come un folle, e passando dietro ad ogni persona gli mise una mano sulla spalla e dopo avergli sussurrato nell'orecchio Suicide Season ognuno di loro si buttava e lui sorrideva compiaciuto ballando in questo folle momento. Io cercavo di oppormi di fermarlo ma era come quasi non lo volessi, sapevo che era la gente che si buttava e non lui che li costringeva ma era comunque assurdo. Poi accadde l'impensabile. Un'altra persona apparve. Non era il diavolo. Era in smoking con un sigaro in bocca e degli occhiali da sole stranissimi nonostante fosse giorno. “ Salve, qui qualcuno si sta divertendo senza la mia approvazione. Non mi piace che si giochi a fare i chirurghi plastici del mondo senza chiedere all'esperto dei cambiamenti.”. Il Diavolo sembrava preso da un attacco di rabbia improvvisa. “ Che cosa ci fai qui, questo è il mio gioco, la mia occasione tu non c'entri niente!!” Esclamò con la schiuma alla bocca dalla rabbia. “Mi stai dicendo che in un occasione così perfetta di ribaltamento delle parti non vuoi comprendere Lucifero? Mi deludi profondamente maestro”. La mia mente era completamente in tilt ero spaventato e confuso, secondo le mie credenze Lucifero aveva sempre impersonato il Diavolo stesso, come mai adesso il Diavolo era il suo maestro? Che cosa stava accadendo?. “ Dovresti rispettare il tuo maestro stupido ribelle, tu hai sempre solo pensato a peccare per te stesso divertendoti dei tuoi poteri e della tua perversione, io penso a convertire le persone verso il nostro credo e fargli capire che siamo noi a guidarle e non loro a guidarsi da sole” “Sei solo geloso che sono sempre stato più potente di te fin da quando sono giunto al tuo cospetto, il mio potere è illimitato e la mia capacità di convinzione è nettamente superiore alla tua, e poi guarda come ti sei ridotto a sostituirmi con uno stupido umano”. Ora capisco Lucifero era al mio posto. La situazione si fa critica.
Mi ricorda Highway to Hell x)
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