sabato 27 agosto 2011

Introduzione. Le viscere del potere.

Così i due si presentavano al grande pubblico. Vestito come uomo di tutti i giorni il primo, tatuaggi da rockstar che ricoprivano petto e braccia, come a dimostrare una libertà che nessuno può avere. Barba incolta che occupa un viso determinato convinto, indistruttibile. Lui era il culto della personalità. L'uomo che dall'immagine sapeva rendersi un culto, un dittatore, un presidente, un messia. Attraverso le parole, mai a caso, mai sottili e volgari, mai casuali, poteva prendere il tuo cervello rigirarlo fino allo sfinimento. Poteva controllare le masse. Essenziali per il corretto funzionamento del suo progetto a lungo termine. Ma nessuno è perfetto.

Nessun commento:

Posta un commento