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lunedì 30 aprile 2012

Milano-Roma: Storia di un semi Dio

La solita stupida e splendida settimana della moda. Luci soffuse ed elettriche inondano le passerelle, artisti della bellezza vengono ridicolizzati in nome dell'arte e io me ne sto li con il mio nuovo taglio anni 30' che farebbe invidia anche a mio padre. I colori sgargianti di Comme Des Garcon vengono risucchiati dalla mia voglia di buio. Mi immergo nell'ambiente solo dopo la prima sniffata, in quel bagno così lucido, così vuoto. Un colpo di correttore e le cicatrici dell'acne spariscono, risistemiamo un po' questa cravatta e respiriamo. 
-Questo Champagne è dannatamente delizioso!- strilla lo pseudo elegante davanti a me, fa schifo idiota. 
Penso questo eppure me ne sto li a guardare questo essere che vuole essere che vuole essere fashion agli occhi di qualcuno che spera a sua volta, lo farà diventare qualcuno. Ma pulisciti il culo con il tuo foulard di Hermès. 
Scappo da quell'edificio, salgo in Bentley e dico a Fernando di portarmi via da quel luogo dove l'umana stirpe ha perso il concetto di applicazione pratica della ragione. 
E lui fila veloce, sfreccia tra il traffico di Via Montenapoleone, sfiora soltanto Via della Spiga..Osservo veloce il mio studio. Ogni cosa vola via nel dimenticatoio, assorbita dai rumori, dall'artificio dell'uomo. 
Quasi come la sigaretta tra le mie labbra. I polmoni inalano piano la morte, come a gustare quel mix di suicidio psicologico e fisico che mi sta uccidendo; Fernando accelera, io fumo e poi tiro. 
Noi amiamo la vita quasi quanto ciò che assumiamo per distruggerla. Corey Taylor inebria il mio udito come forse non ha mai fatto, nella sua versione più pulita.
L'Iphone 4s non smette più di vibrare e io quasi per offenderlo, non la smetto più di non rispondere. 
Un bel luogo? L'autostrada è un bel luogo, anzi è uno splendido luogo. Vicino a te ci sono solo le luci, nessuno che ti guarda, nessuno che ti parla, nessuno che ti giudica, nessuno che ti crea problemi. Vicino a te ci sono solo le luci di chi come te ha scelto quel luogo per venire a respirare. 
220 km/h. Gli occhi si muovono veloci e la mente li segue a ritmo. Tutte quelle sagome di natura morta, quelle case, quel buio e quei cartelli verdi che ricordano che Roma è lontana.
250 km/h. Sei tu e la morte. Siete uno di fianco all'altro solo che tu puoi scegliere, ti puoi girare, guardarla e dire: vaffanculo ok?!? Sono un pezzo di merda ma non morirò stasera ok?! Puoi dire quello che vuoi, ma io non morirò. Oppure puoi sparare in testa a Fernando, con la pistola che tieni sempre con te sotto quel maledetto sedile, e dire dai giochiamo, proviamo a vedere chi ha la Dea Bendata dalla sua parte, chi se la scopa stasera eh?. Così tiri fuori la moneta, quel 2 euro Monegasco, tiri, pensando tra te e te che tu hai croce, perché Dio, sono o non sono meglio di Cristo?!...1..2..3..frazioni di secono e Puc!..alzi la mano destra, osservi lentamente con il tuo sguardo smeraldo dal cuore di faggio, e alzi gli occhi al cielo che non puoi vedere. Respiri, e poi sussurri quasi a non farti sentire..ho perso. E dunque vivi, per continuare a sognare un giorno di morire.
Urli:- Fernando! Rallenta, Roma è ancora lontana-.
Guardi in faccia la realtà, ti accorgi di quanto orrida essa sia e tiri ancora la polvere bianca. 
Via Condotti è la tua meta.