lunedì 20 dicembre 2010

Il gruppo

Polvere. Negli angoli era pieno di polvere. C'era solo musica. Alta. Blues vecchio stile. Una sedia di legno che ondeggiava piano, le mie gambe incrociate non lasciavano trasparire nulla, lo sguardo fisso. Nel nulla. Takeshi non muoveva nulla. Lì in piedi fermo immobile. Potevi pensare che fosse morto. E poi gli occhi di Kurt così azzurri da illuminare quella stanza buia e polverosa. La rollata finiva in fretta. Il tempo di dare due boccate e giù a rollare di nuovo. Il colpo previsto non era nulla di che. Niente di consono al solito della nostre operazioni. Una chiesa. Una croce d'oro. Via per sempre forse, oh forse era solo uno stupido rituale da fine corso, un rituale da gente che non parla neanche, comunica con gli occhi. Non eravamo terroristi. Eravamo religiosi alternativi. Un po' ladri, un po' politici. Insomma, nel 2010 chi è più un terrorista politico. Bisogna essere dei terroristi religiosi per fare colpo. No, noi eravamo solo dei ladri di sentimenti. Oh forse eravamo solo ladri di sintonie. Il prossimo colpo sarebbe stato d'effetto. In fondo un prete e poi così importante? Dipende da che prete eh. Guardatelo, li con il suo vestito che non cambia da migliaglia di anni, ma la stessa sete di ipocrisia. Non sono uno che giudica, sono uno che non ama essere giudicato. Nessuno della mia squadra ama essere giudicato. E se tu mi chiedi perché lo facciamo io ti dico una cosa sola. La più banale e la meno poetica. Io lo faccio per soldi. Io rubo, sequestro le persone, le uccido a volte. E lo faccio per soldi. Semplicemente per soldi. I soldi sono il motore di tutto. Una grande ruota che gira e l'acqua sono i soldi. Non sono semplicemente un'opportunista. Sono ciò che voglio essere. Takeshi e Kurt sono ciò che vogliono essere. Per noi non fa nessuna differenza. Noi mandiamo dei messaggi. Se non vuoi coglierli non coglierli. Io non voglio essere ne benedetto ne perdonato. Voglio scegliere di essere quello che ho sempre desiderato. La mia non è una scelta è una convinzione. Io nego di essere normale perché lo voglio essere. Non ho mai voluto dare molto peso al nome di un gruppo di ladri terroristi. Ma i miei due soci mi hanno fatto notare l'importanza di un segnale. Allora ho deciso che il nostro nome fosse un nome normale e che racchiudesse tutta la nostra importanza. Noi, siamo, Gli Efori. Siamo gli efori della società. Non possiamo cadere. Non perché siamo invincibili o perché siamo degli dei. Semplicemente perché non lo vogliamo. Siamo i messaggeri della volontà. Non ci state capendo più niente vero?. Sì è vero ho detto che lo faccio per soldi. E' vero quando mando un messaggio mi prendo ciò che posso e senza chiedere a nessuno. Perché i soldi servono. E non voglio spulciare qualche seguace con qualche stupida inventiva da setta da quattro soldi. Mi servono i soldi e li prendo e basta. Forse dovrei presentarmi. Ma a cosa servirebbe. Farebbe di me una stupida icona. Non amo le icone. Penso siano solo frutto della mente deviata. Io voglio che ciò che voglio mettere in risalto sia la vera icona. Quello che penso io lo faccio. Che sia all'interno degli schemi o fuori dagli schemi. Che appartenga a qualche spazio temporale o meno. Apparterra di sicuro alla mia esistenza. Voglio che chiunque sia sintonizzato con la mia mente capisca che quello che c'è dentro non è una ragnatela ma un oceano. Perché è nuotando che si è liberi. Nuotando nell'oceano più vuoto e pieno che ci sia. Non è seguendo un percorso. Eh no signori no. Se state pensando che il mio messaggio sia solo anarchia siete le persone più banali che io conosca, e vi consiglio vivamente di andarvi a vedere il film "The rocky horror picture show" per avere un'idea di quello che io stia dicendo. La società e sono una stupida riflessione sbiadita dell'illusione della perfezione. Una lettura distorta di quello che il nostro subconscio ci ha dato a disposizione. Non sono altro che il suono che entra nelle vostre orecchio. Gli occhi sono solo lo specchio più rotto che io abbia mai visto. Metteteci un riflesso che funzioni una volta tanto!. Il nostro prossimo colpo. Sarà il Vaticano. Ruberemo il 100% delle opere presenti nell'area denominata Vaticano. Uccideremo molti preti e vescovi e ne sequestreremo 33. Dopodiché daremo 33 giorni di tempo alle istituzioni più importanti del mondo per accogliere le nostre richieste. Saranno molto semplici e chiare. Vogliamo che tutte le televisioni radio e mezzi di comunicazione come internet e cellulari siano inutilizzabili da chiunque inclusi servizi segreti e di emergenza per 33 giorni. Inoltre tutte le persone dovranno aprire il loro armadio. Chi ha capito ha capito. Noi non diamo le informazioni in anticipo. Quello che ho appena detto accadrà il 31 gennaio alle ore 00.33 del 2011. Mi è scappata una risata sapete. Mi è appena caduta una goccia di senape sul pavimento polveroso. Non prevederemo proprio mai quando è ore di non pensare che una goccia di senape non causa danni irreparabili alla nostra sopravvivenza. Indossati gli occhiali da sole. Uscimmo da quella stanza. Dal New Hampshire a Roma sono tante ore di volo. Gli efori partono. E il sole cala nell'oceano. Imperterriti tentano di prenderlo. Non finiranno mai di volare.

mercoledì 17 novembre 2010

Ricordi notte

Le sue labbra. Erano orfane di una sconfitta. La sua lingua era veloce di esperienza, povera di retorica. I suoi occhi non lo erano affatto. Chiaro era il suo volto. Scuro il suo riflesso. Un immersione nella perdita di ciò che più umano non c'è. L'amore. Era solo un desiderio di non essere sconfitti. Poterla osservare. Non era romanticismo da strapazzo. Era il suo violino che suonava la solita vibrante emozionante....e malinconica sinfonia. Una fisarmonica ereditata, un talento mai avuto. Tu che cosa le puoi offrire che non sia talmente di così basso e infimo livello come te?! Il verde del tuo sguardo.

sabato 23 ottobre 2010

Futuro

Bene, il concorso è terminato un po' di tempo fa e il vincitore è stato informato. Ultimamente non sto scrivendo molto sul blog, ma non sto scrivendo molto in generale. Il mio mondo si sta capovolgendo e rigirando ogni giorno che passa e la scrittura è una fatica che il poco tempo che il mondo ha deciso di offrirmi viene prosciugato via da ciò che la popolazione chiama obbligo. La mia mente non riesce a produrre quando il ritmo diventa frenetico e quando le cose vanno all'apparenza bene la fatica è doppia. Vi lascio con due piccole creazioni che ho scritto nella notte prima di crollare davanti a 1984 di Orwell.

Ho voglia di chiudere gli occhi per sempre. Dormire per un tempo indefinito. Chiudermi nel silezio di sogni irrealizzabile. Nei colori di ambienti da cristalli. Acqua sul volto per far scivolare lentamente l'oblio della notte. Capelli di vita propria che lentamente scivolano sulla pelle. Musica e finestrino. N.E.R.D nelle orecchie, ricordi e film nella mente. Volgarità che scappano via per incomprensioni di paesi. Scuola, 6 ore di cultura trasformate in minuti di caos e perdita. Scoprire che si è troppo soli.

Stanotte sono scoppiato sono impazzito mi sono lasciato trasportare non ho voluto respirare non ho voluto la punteggiatura voglio solo un viaggio folle all'interno della mia mente. Lasciati andare sciogliti, su vuoi nuotare o vuoi volare ?. Sei solo un fottuto panino o un surrogato della società. Non cadere nel pozzo della banalità. Soldi. Baby don't hurt me don't hurt me no more. Discoteca anni 90. Successi alla Media shopping. Striscie di cocaina che volano via come mutande delle puttane. Un ballo sfrenato verso lo sfruttamento della società. Nirvana dei sensi, Nirvana nelle orecchie. Corde tirate allo sfinimento. Fucili puntati al volto. Salti dal balcone progettati. Un saluto di sfuggita al paradiso un drink al purgatorio e giù all'Inferno a fare i penitenti del cazzo. Un po' come la roulette russa un po' come Kurt Cobain un po' come Michael Jackson. La cecità. Mi basta l'udito posso scrivere ad occhi chiusi. Voglio urlare fino a morire come Orlando. Mi sono seppelito vivo. E allora urliamo
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Dstop alla prossima.

venerdì 8 ottobre 2010

Chiavi.

Mi chiedo se sia normale capire che il mondo è un incubo e che dobbiamo svegliarci in un modo o nell'altro per scoprire la realtà. Musica forte. Potente. Sulla mia scrivania casse arancioni che pompano note su note, vibrando piano, un movimento quasi impercettibile. Voci di donne stupende. Mappamondo vecchio e impolverato, statuette colorate in un momento di follia, vecchi cartoncini che rappresento una fissa di vecchia data, una libreria impolverata. Fiammiferi, una fissa che fa paura. Narghilè. Bottiglia di Duff vuota. Un modem ricoperto da un sottile strato di tempo. Una web cam che mi fissa inerme. Sound sempre più psichedelico. Una candela che mi sorride piano. Un vico familiare. Una piccola cinquecento. Un cappello grigio che rappresenta l'avvicinarsi dell'inverno. Un pennarellone nero. 1080 HD. Mi basta il mondo così com'è, sporco e chiaro. Ho paura. Ricordi che fanno paura. Un passato che non ne vuole sapere di venire a galla. Paura di venire a contatto con ciò che si è dimenticato. Non ho un talento, ho una perdita. Dicono che i bambini che dicono le bugie migliori siano i più intelligenti. Io credo solo che siano i più deboli. Difenditi, non abbassare la testa come faccio io. Si accaniranno contro quel piccolo cartonato che sei diventato. Non è questioni di mani in testa, è questione di non perdere te stesso. Silenzio. Voglio solo che facciate silenzio. Ora tocca a me urlare, ma non sarà una delle vostre solite urla. Spacchero l'aria in modo che dovrete metterle dei punti. Sputerò al mondo. E poi riabbassero la testa per l'ennesima volta, dicendo che era stato qualcun'altro. Alziamoci in piedi. Piangete perfavore piangete. Non voglio più soffrire. Non voglio più che succeda. Non mi urtare, non mi urtare. Non più. Io invece ho voglia di ribaltare questo pezzo. Così come una calzino. Chi sei per dirmi cosa devo fare? Hai visto cosa mi hai lasciato. Siamo giovani, non dormiamo mai, corriamo liberi, è piano di belle ragazze. Su le mani!. Un tuffo in piscina (non tua) e il mondo vola via. Un viaggio che ti porta via, il vento negli occhi, verdi come smeraldi. Su andiamo. Tutti insieme ululiamo la nostra libertà. Non perdiamola mai. Vi voglio sentire con me. Vi voglio sentire ora. Sto per lanciare un fantastico contest per i miei folli e amanti del caos fan. Sotto questo post, voglio che mettiate un pezzo che esprima la vostra libertà. Chiunque voi siate, non voglio motivazioni ne citazioni. Voglio solo un vento di libertà che porta via. Ovviamente per non deludervi c'è anche un premio. Per il pezzo che reputerò il migliore, oltre a fama eterna e mio massimo rispetto (muhahaha), un pezzo in edizione limitata. Essì xD che potrà leggere solo il vincitore. Avete 10 giorni di tempo da quando questo post sarà pubblicato. Date libero sfogo alla vostra libertà. Boom. Californication è il King della libertà. Trovatene le chiavi. bye bye black bird

lunedì 27 settembre 2010

Momenti di rabbia che il cuore non sa tenere dentro

E mi chiedono di fare un tema di 15 fottute righe su "Siamo liberi?". Filosofia. E che cosa gli dovrei scrivere che siamo liberi? Che lo siamo davvero ?. E io come faccio a saperlo se siamo liberi. Non conosco me stesso, non conosco cosa mi circonda. Sento ascolto e molte volte non capisco. Non siamo liberi, niente è libero in questo mondo del cazzo pieno di sporcizia fino nel profondo. Non possiamo essere liberi. E come lo scriverò? E come lo farò capire alla mente di qualcun'altro senza cadere nel volgare più profondo, nelle viscere della mia pessima parlata. Sarebbe come spiegare ad un prete che Marilyn Manson non è il demonio. Dannazione ma chi siamo noi per giudicare e sapere se tutto quello che è successo è giusto. Basta voglio scappare non voglio provare a scrivere e poi porca miseria 15 righe che cosa sono 15 righe; Sono una cazzo di bacinella che dovrebbe contenere un oceano. Lerciume. Non so se avete mai visto Southland Tales, be la scena l'unica scena di un film indecente decente è quella dove Timberlake sogna. Ecco io vivo in quel sogno in quel maledetto sogno. Non sono libero, sono chiuso in una teca di maledizioni e impossibilità. Il mondo vuole istupidirci per riprendersi quello che la nostra ottusa e violenta intelligenza gli ha tolto. Ma sarà indolore come un bicchiere di birra. Pensare? ma che cosa dobbiamo pensare se a malapena riusciamo a guardare. Gocce, Gucci, velluto, acqua, vetro, suono e solo silenzio. Siamo liberi. E sai perché? Perché la morte è giunta alla nostra porta e si è presa ciò che quei due bravi ragazzi hanno concepito in una notte stellare. Ossi era stellare, il sole brillava e io ero innamorato e non avrei fatto nient'altro che l'amore dalla mattina alla sera. Sarà quello che avranno pensato? Cazzo se erano liberi loro sì che lo erano. E adesso andiamo a scrivere quello che ogni professore vorrebbe sentire. Puttanate.

martedì 14 settembre 2010

Chosen One

Tic tac. Piano. Calde e fredde insieme. Sono le gocce di sudore che scivolano piano sulla pelle. Spasmi di stanchezza e piacere. Cosa c'è dopo la morte? Non mi interessa. Lei sta piangendo? E' passato. Due corpi si possono trasmettere qualcosa? Certo. Non è semplicemente amore. E' lo scivolare piano su se stessi. E' navigare nel fiume di qualcunaltro. E' come immergersi in qualcosa che non è tuo. Senti il suo respiro così vicino che fai fatica a capire se sia il suo o il tuo. Non è il primo mattino e non è l'ultima sera. E' solo un momento un ignoto momento. Un perdersi definitivamente nelle sensazioni e nei piaceri del vivere. E' come veder sbocciare un fiore o nascere un bambino. Non è qualcosa di definito e neanche di astratto. E' solo qualcosa che le parole possono sfiorare ma non toccare. Quando finisce, il corpo è solo una batteria scarica. I pensieri volano.

For E with my heart for my life of sin

Macao

Svegliato. Finalmente, ho aperto gli occhi. Ho sentito vibrare le corde della mia chitarra. Ho aperto le porte del Paradiso e ho salutato l'Inferno. Ho cambiato la stagione dei suicidi, ho seguito percorsi tortuosi, ho superato le mie difficoltà. Sono ricco di parole e di venature. Che il gioco cominci.
Ninfe che danzano sotto la pioggia, uomini truccati e danzanti. Lo sballo di un gas a me sconosciuto. Un enorme vaso pieno di spiriti che fuoriescono da esso con soavi movenze e striduli grida. Io sono lo scrittore tu sei il lettore, qual è la differenza?. Credo di essermi perduto nelle mie immersioni. Di aver finalmente ritrovato me stesso. E' una corsa contro il tempo. Un tatuaggio che oscura una cicatrice. Un sentimento che inonda l'oceano. Una rabbia che distrugge una sofferenza. Sono il mostro che invade i tuoi sogni. Ho aperto i miei occhi nel momento in cui hai aperto i tuoi. Ho usato il tuo profumo come droga. Quel letto pieno di ragazze. Il mio risveglio che rispecchia il mio stato di onnipotenza debole. Quei testi che aleggiano nella mia mente. Il Diavolo che mi riempe di pop corn la bocca e Dio che mi fa bere la Coca Cola. Bacco è il mio solo Dio. Io apro gli specchi per scappare dalla mia oscura immagine. Un sorriso che infrange il fumo. Parole che si sciolgono riflesse sul ghiaccio. Fottuto Hercules. Il mio orecchio è quello di Van Gogh. E' tutto osceno è tutto cellula. Because I'm Back. La mia cicatrice è tornata. Californication è tornato. Il nuovo motto è Macao, perché la libertà è ovunque bisogna solo trasformarla. Io seguo la termodinamica.