mercoledì 18 maggio 2011

Star Liner. Dove il tempo si perde nella mente.

Sono qui seduto che fisso il giardino in posizione Padmâsana. Attraverso il vetro che si trova davanti a me vedo: un giardino, fiori molti fiori, una piscina abbastanza grande e profonda di forma rettangolare, un po' di alberelli da frutto con il mio splendido ciliegio a comandare una strana costellazione di altri piante, infine la mia Porsche Carrera GT grigia metallizata a concludere. Il tempo scorre nella mente come le foglie cadono da un albero, con cambi di ritmo e di direzione che sembrano all'ordine del giorno. Una frequenza massima, un incisività sconosciuta.
Nelle casse JBL risuona l'album Forty Licks dei Rolling Stones, la prima canzone del disco 1, Street fighting man. Le corde di Keith Richards vibrano soavi e cattive allo stesso tempo, creando una sorta di atmosfera soft rock.
Ogni angolo che il mio sguardo coglie silenzioso sembra allargare il suo spazio di appartenenza all'interno della villa. Oggetti da ogni parte del mondo coprono silenziosamente gli impolverati scaffali. Un vecchio stemma della Juventus penzola dalla finestra. Gimmie Shelter. L'I-Pad sceglie con cura la seconda canzone del CD.
La mia posizione sembra eterna. Piano il mento comincia a oscillare su e giù come in prenda ad un viaggio sulle montagne russe e il mio collo fosse quello di un gongolotto. La musica comincia a far viaggiare la mia mente meglio che con il crack e le noie e le stanchezze sono dimenticate per un attimo. Il regista che c'è in me comincia a immaginarsi il suo Eden personale, i suoi sogni, i suoi desideri. Un assolo regala brividi lungo la schiena, i miei tatuaggi sembrano prendere vita, la concentrazione è a un livello tale che mi sembra quasi di sudare a stare perfettamente immobile. Prendi coscienza di te stesso Ethan, prendila adesso, afferrala con le tue mani potenti che hanno progettato per anni, cercala prendila come fosse la donna dei tuoi sogni, lo scrigno del tuo eterno amore...Piano come la musica che ormai non si sente più il sogno svanisce finché la terza canzone risuona come una sveglia con una potente scarica musicale.
Come a scorrere il proprio labirinto interiore viaggio. Mi immergo nel mio oceano, cerco il pesce più grosso, apro il manuale della mente parte 1 e guardo cosa riesco a trovare. Lo zero assoluto. Poi di scatto mi alzo, con un colpo di frusta ai miei addominali mi lancio verso il retina display e clicco stop. Mick Jagger sparisce per diversi lunghi attimi. La sonata numero 14 per piano di Beethoven risuona nell'aria. Daniel Baremboin placa ogni mio istinto suicida, violento, coca dipendente, che mi assale. Il risultato è pura poesia. Un po' come quella musica classica così virtuosa e aristocratica da farmi quasi sentire un europeo fallito.
Mi sdraio sul mio morbido divano e chiudo gli occhi per l'ennesima volta.
Lei si muove delicatamente In quella nebula di luci e incertezze. Il suono simile a quello di una vecchia radio che fa fatica a risuonare nell'ampio spazio spezza l'incantesimo, i Pink Floyd con wish you were here mi fanno ricordare il suo volto, gli occhi così perfetti da sembrare non spegnersi mai. Pioggia di emozioni sul mio immotivato sorriso. Le mani che attraversano immagini sfumate. Forse ho fallito o forse ho solo perso. Ho perso la scommessa con il fato. Mi ero promesso di non farti scappare e invece sei scappata. Chissà se questa volta il dado che tirerò sarà finalmente dalla mia parte. Osserva quell'immagine attraverso gli specchi della mente, non ricordarla più, lei è finita, come sei finito tu  Highman. Mi prenderò la mia vendetta con il tempo, lo eliminerò dalla mia vita, lo farò sparire, lo farò tornare al suo stato di soggettività eterna che meglio lo rispecchia. Shine on you crazy diamond.
Avete mai provato a sentire il vostro respiro? Sembra una macchina che non funziona, sbalzi d'aria su e giù. La vita è un po' come il respiro, così incredibilmente eccezionale, quanto alla vista così imperfetta è incompleta.

martedì 17 maggio 2011

Un nuovo corpo, il dolore dei ricordi, la forza della cattiveria.

Il sole non brucia più il vento. La polvere vola via come il terreno arido nei momenti di quiete. Ogni strato della mia pelle ricamata come un antico manoscritto vibra come in preda a terrore. Forse è l'astinenza da cocaina, forse sono i momenti di assoluta svogliatezza che adombrano questi momenti. L'ipad e lì immobile che mi fissa con il suo sguardo da 800 $. Il sapore dell'ultimo Red Bull mi ricorda le prime fragole estive, ma quel sapore è oscurato dall'aggiunta del ricordo della plastica bruciata di cui sanno gli additivi. Il sonno combatte con la caffeina in un eterno scontro impari mentre mandrie di analisti e medici cercano il suo profondo e ignaro significato. I capelli, un piccolo manto scuro mal curato rivestono il bollore della mia scatola cranica. Il 46 pollici Sharp Quatron guarda sconsolato l'Ipad come per cercare un'ignara risposta alla mia totale non curanza supportata da una profonda svogliatezza cronica che aleggia nell'aria.
Prendete me, un ex star, un volto televisivo, un simbolo della società moderna, dell'era dell'HD, del boom della Apple, della crisi di Starbuck's, del GF, della lotta al terrorismo islamico, del primo presidente nero ecc ecc. E poi prendete una persona qualunque. Ecco, perché io non sono una persona qualunque?. Un ex drogato cocainomane che vive da giorni segregato nella sua grossa casa maledettamente moderna e troppo elettrica, piena di sporco e cibo ovunque. Perché? Non ne ho idea, sono giorni che cerco la risposta ma non ne ho idea.
Il mio I-Pad ha riempito il mio udito del miglior rock e blues esistente sul pianeta terra, eppure le mie dita hanno toccato il Macbook Pro 17 pollici sono una volta. Per scrivere il mio testamento. Io Ethan Highman lascio tutti i miei averi materiali e non a me stesso Ethan Highman quello normale quello che non è famoso, quello che sta scrivendo adesso, quello che esce anche senza Ray-Ban e scialle Gucci, quello che sta bene anche senza questo Macbook insomma quello che da quasi un fottuto anno è uno Straight edge !. Niente più coca, niente più sesso ovunque, niente più alcool. Anche se questa regola del cazzo la infrango sempre. Non posso rinunciare alla mia Carling Black Label. Purtroppo.
Sono giorno ormai che non esco di casa. Ho una barba incolta che mi affossa il viso rendendolo quasi smunto e morto. Gioco a fare il McEnroe con me stesso davanti allo specchio in una rivisitazione di Taxi Driver che mi deprime. "You can not be serious!" il mio volto immobile. "Please tell me, please!". Sempre immobile.
Forse l'Ethan che vedo adesso, l'Ethan ricoperto di tatuaggi, l'Ethan che legge un sacco di libri che si fa una cultura nell'enciclopedia globale e globalizzata che è internet, è una nuova star, a modo suo.
Forse sono solo una persona decaduta che cerca il suo futuro.
Il fato di Ethan Highman. Per ora è di una vita agiata. Niente bisogno di soldi (il mio conto in banca straborda di risparmi e i profitti dei marchi creati lo tengono sempre tonico) nessun bisogno fisico impellente da soddisfare (il mio allenamento fisico giornaliero seguito da lunghe partite su Poker Everest arricchiscono la mia mente e il mio fisico già muscoloso e perfettamente delineato) il sesso quando serve non manca (le amiche e le fan non mancano) insomma più di un fato la mia via lastricata dei buoni propositi che mi si pone davanti porterà anche all'inferno ma sembra decorata di platino. Eppure da un paio di mesi a questa parte, non sono più lo stesso, un mutamento radicale e kafkiano aleggia nel mio corpo, nei miei tessuti, nella mia mente. E' tutto un susseguirsi di scosse come se un Pacemaker esterno guidato a comando decidesse che all'improvviso il mio corpo martoriato dal successo dovesse tornare a essere normale e perfetto. Una sana conversione laica. Giusto per rendere la vita più ossimorica.
Un altro giorno sembra avvicinarsi nei meandri di questa notte buia, eppure i tuoi sogni che illuminano la strada in quel bosco nebuloso e impervio, sono solo luci bianche e innocue che non vedono la strada, vedono soltanto ciò che le circonda.
Bang sonno 1 caffeina 0.

venerdì 13 maggio 2011

Salve

Salve, sempre che ci sia ancora qualcuno che passa di qui, avrei intenzione di chiudere questo blog, cioè esisterà ancora ma il mio nuovo e unico blog sarà questo Heath's Place lo troverete sul mio profilo se vi interessa, un saluto ai cari lettori.

Californication by Heath's Place

giovedì 17 marzo 2011

Remix Greatest New Man

Gocce che cadono dal cielo. Il sudore di un'utopia chiamata dio. Divertimento tra lusso e perdite. Godiamo dei nostri fallimenti nel nostro profumato silenzio, Gucci e Louis Vuitton per godere nel nostro paradiso che affonda tra Tsunami e petrolio; godiamo tra le nostre scorie lucidi con le nostre radiazioni, voliamo su Bugatti Veyron nuove di zecca, mentre si avvicina il giorno in cui saremo vuoti e lucidi come statue di un esercito di diamanti. Nell'universo dell'apparenza ci troviamo così bene tra il lusso e il fango, tra i sogni e le finzioni tra la fiction e la realtà, sempre che differenza ci sia ancora. Ormai si gode anche nell'affondare, basta avere un Ipod nelle orecchie e un cazzo di Rolex. Corriamo in attesa di un fine che sentiamo vicina e che ci creiamo da soli. Fumiamo in attesa che i nostri polmoni ci ricordino che siamo mortali e non siamo un mondo di super eroi coperti dai nostri occhiali da sole...Mentre nei nostri occhi anche le croste più profonde ci lasciano vuoti. Ormai l'immagine che vediamo nello specchio e solo una flebo che nutre una mente malata in attesa di giudizio. Californication Greatest pieces 2011

mercoledì 9 febbraio 2011

Nuovo progetto!

Salve blog. Ho intenzione di proseguire in sporco e non è di un nuovo progetto su questo blog che voglio parlare, ma di un nuovo progetto che ho intrapreso e a cui vorrei dedicarmi nell'immediato ultimamente. Quindi purtroppo pensieri di un falso illuminato potrebbe essere un po' trascurato ma comunque non sto chiudendo il blog o cose del genere diciamo che nell'arco di tempo molto ampio che mi prendo per aggiungere post ho aggiunto altro tempo extra vedi motivi sopra elencati e quindi insomma bisognerà aspettare di più per nuovi pezzi. Californication!

mercoledì 19 gennaio 2011

Sporco 1

Correre. Correre. Correre. Correre. Senza fatica. Senza pensieri. Senza anima. Senza gambe.
Correre. Correre. Correre. Correre. Correre sempre di più sempre di più. Il sudore che non finisce mai. I muscoli talmente contratti che ti sembra di essere ancora normale. Correre. E' quasi un mantra. Non guardi niente dall'alto dei tuoi occhiali scuri. Sempre più veloce. Le energie sono come un flusso infinito di coraggio e passione, una rinascita senza fine, un nuovo mondo che si apre. Non sono come vorrei, non sono quello che ho sempre sognato, non sono la persona più sfortunata al mondo, non sono quella più fortunata, non sono perfetto, non sono nessuno, sono solo una persona che corre e che corre senza due fottute gambe. Corro, corro senza fermarmi mai e corro per te. Per te e per me. Perché la rovina ha colpito te e non me, non ti perdonerò mai. Per esserti ucciso. E soprattutto non me lo perdonerò mai. Corro, corro per dimenticare, corro per sognare. Travis! Travis basta scoppierai. Non mi fermo. Non mi interessa. Le protesi erano così pensati all'inizio. Adesso mi sembrano solo due ali di carbonio. Litri di caffeina che si infiltrano nelle vene, anche quando mi sembra di non farcela, nuova benzina, trovo sempre nuova benzina. Stop. Piano respira piano. Adesso parti. Parti di nuovo! Correre. Il mio mantra.

Una doccia con le mie nuove gambe. L'acqua mi scivola sul volto. Inevitabili ricordi e tentativi di ricordare invadono la mente. Goccia dopo goccia, rivivo i momenti, la testa appoggiata al muro, di quella orribile serata, in fondo sono fortunato mi dico, guarda Oliver, lui era a posto qualche graffio, la mente la corroso dall'interno e ha fatto crollare il suo mondo come l'acqua farebbe crollare un castello di sabbia. Non so perché questa fragilità nascosta. Non credo di essere una persona forte. E' una questione di testa, tutto parte dalla testa. Io ho perso le gambe, lui ha perso la testa. La fortuna è cieca. Mi sento come rinato. Non è una questione di sogni, di visioni, di paranormali pensieri legati alla morte. E' soltanto un costante rifornimento di benzina, di energie nuove che non avevo mai avuto prima.

Doccia finita. Una maglietta bianca alla veloce e un paio di pantaloni della tuta. Ho ancora molti problemi nei movimenti ma i passi sono più veloci, più istintivi. Nel frigo è pieno di roba da mangiare, opto per un paio di uova strapazzate e un Red Bull, la caffeina sta diventando una droga. Le giornate passano veloci e io ho bisogno di più tempo che il sonno mi ruba. La televisione a pagamento è una manna dal cielo quasi quanto internet. Lo sport era la mia vita prima lo è ancora di più adesso, sento che è una via di fuga da tutto il resto. Sento che diventerò un fenomeno da baraccone e de quello che non voglio. I soldi non mancano ero già ricco prima e lo sono ancora adesso con gli sponsor che avanzano e una carriera da star in ombra delle olimpiadi dei “non normali” come le chiamo io. La cosa non mi interessa più di tanto, il tempo che ho lo voglio usare in modo diverso. Gioco spesso a scacchi da solo, un allenamento intensivo della mente, lo sovrappongo alle sedute psicologiche gli allenamenti sportivi e le partite in televisione. Non è una vita malvagia è piena di confort e di soluzioni, ma cado troppo spesso in depressione, non per colpa mia, sento un vuoto interiore incolmabile, probabilmente una grossa ferita, molto più profonda che le ferite delle mie gambe e molto più grande di ogni altra ferita che io abbia mai subito e visto in vita mia. La perdita di Oliver mi ha lasciato un vuoto enorme, sento che è stata solo colpa mia, dettata dalla mancanza di attenzione totale di attenzioni da parte mia nei confronti del mio migliore amico quando lui ne aveva più bisogno. In effetti ho mentito. Molto giornate le passo ad ascoltare musica a volume insopportabile per l'udito umano mentre sferro pugni sempre più decisi al muro o a qualunque vetro nelle vicinanze. Il dolore rimane sempre interiore. Ho sempre interpretato la violenza verso oggetti nei momenti di rabbia come un autodifesa, si cerca dolore maggiore ma di minor durata per sopprimere l'enorme vuoto interiore. Ho sempre fallito miseramente e le cicatrici sulle mani mi sanno solo di sconfitta.

Proprio come Oliver vengo spesso trascinato in un baratro di sensi di colpa che sembra sempre incolmabile. La mia statua al merito e al coraggio che sembra sempre così indissolubile non è altro che ceramica pronta a cadere e a frantumarsi in mille pezzi. Telefoniamo a Kurt.

lunedì 17 gennaio 2011

Sporco 0

Nebbia. Abbastanza scuro da lasciarti vuoto. Sul duro catrame i piedi scivolavano piano. Le Vans facevano un lieve rumore dovuto alla suola di plastica. I capelli erano mossi dal leggero brivido gelido che a volta spuntava dalla nebbia, e un ciuffo ostruiva il funzionamento dei già smarriti occhi. L'odore della pioggia non recente offuscava le narici già nervose dal brutto raffreddore che le accompagnava. Una barba rarefatta oscurava le cicatrici di un acne giovanile troppo nervosa. La notte era silenziosa e le luci tenevano poca compagnia in quel giro senza meta, la giacca era calda ma il suo tessuto di plastica faceva un leggero scricchiolio che sembrava quello di un sacchetto della spazzatura spiegazzato. I jeans stretti come una cartina al tabacco erano avvolgenti e mi piacevano. Un anello brillava ogni tanto mostrando la sua ormai smarrita lucentezza. Una rara boccata di spinello riscaldava la rude gola agitando la poca materia grigia ancora in funzione. Il passo era lento e non sembrava infrangere nessuna barriera del tempo. Come in un sogno era tutto sfumato e l'insieme delle cose era un'immagine unica, che forse non rappresentava proprio nulla. Il paesaggio sembrava una natura morta, oppure il vortice di un urlo. Anime vive rinchiuse nei loro piccoli o grossi rifugi, probabilmente assorte nel pensiero del giorno dopo o nello svago serale. Forse quella strada non sarebbe finita mai. Forse non aveva nessuna fine.
Quel giorno era stato come bere una bottiglia. Il fondo era arrivato prima che ti sembrasse l'inizio e il silenzio aveva preso il controllo. Almeno per quei pochi e forse inutili attimi prima della venuta della notte. In silenzio si era aspettato l'arrivo del sonno. In silenzio si era sfogliato quel libro. In silenzio si era ascoltato Nick Drake. In silenzio si era usciti a fumare quello spinello. In silenzio si era sognata la California. In silenzio.
Il passato è brutto. E' brutto perché è in silenzio. E il silenzio e sporco. Il futuro e pieno di aspettativa. Io sono per il nichilismo.
Non volevo tornare a casa. Non aveva senso adesso e non aveva senso in generale. Continuare a camminare non provocava certo nessun problema tanto. Era un po' come il bianco di una pagina. All'inizio sembra che sia così linda e pulita. E poi pian piano viene fuori lo sporco. Ma in fondo ormai lo sporco si ama. E come un accompagnamento del resto.
La panchina non sembrava così lontana. Mi sedetti. Chissà quando tornerà a camminare. Chissà. Chissà quando tornerò a guidare. Mai forse. Non ho nemmeno voglia di pensarci. Quando avrò leccato per bene le ferite e sarò tornato parte della massa dell'insieme forse lo farò. Forse i forse sono la ragione della vita. Forse sono solo colori che servono a sfumare piano il nostro desiderio collettivo. Una lacrima di freddo e di sentimento calava senza ostacoli sul mio viso. La panchina era fredda e umida e la nebbia era come un'aura di accompagnamento del mio essere. Lo spinello era finito da parecchio. Le note del mio pensiero erano scoordinate quasi quanto le mie mani. Non mi sarei risvegliato più. Ma in fondo non si può dormire in un sogno. Non avrebbe senso. Ma che cosa ha senso? Ridere? Ridere come degli idioti. E tu lo vedi li senza gambe dopo. Fanculo. Pillola dopo pillola. Ero ufficialmente morto. La combinazione di farmaci che avevo appena ingerito mi avrebbe fermato il cuore tra pochi minuti. Che cosa avreste fatto voi?. Telefonato ai genitori. Scritto all'amore della vostra vita?. Lasciato un biglietto. Non lo sapete. Non lo so neanche io. Non ho scritto nulla a nessuno, a cosa servirebbe?. Tanto quando uno e morto e morto. Si chiude un libro. Forse troppo corto chi lo sa. Vorrei solo che..Insomma..chiudi gli occhi e non ti risvegli più..Ore 2.30 un signore che aveva portato a spasso il cane ritrova il corpo senza vita di Oliver Knight. In un sentiero sterrato sdraiato. L'autopsia dichiara suicidio. Il giovane giorni prima aveva avuto un incidente assieme al suo migliore amico Travis Burger che aveva dovuto subire l'amputazione di entrambi gli arti inferiori dal ginocchio in giù. Nessun biglietto o messaggio nella camera del ragazzo. Solo una scritta con un pennarello sul braccio. Sporco.