martedì 31 maggio 2011

Il risveglio non è mai dorato.

"Sveglia, hey sveglia! Sveglia!".
 I miei occhi si aprivano lentamente..

Raschiare il fondo fino a rompersi le unghie.

Come un branco di lupi, che scende dagli altipiani ululando o uno sciame di api accanite divoratrici di petari odoranti, precipitano roteando come massi di altissimi monti in rovina.
Il silenzio del volo era stato infranto solo dal mio I-Pad e dal suono della sua musica, la voce unica di Battiato aveva riempito le mie orecchie e rispolverato il mio italiano da ricco. Mio padre era sempre stato fissato con le lingue e ciò mi portava a conoscere oltre all'inglese, il francese, lo spagnolo il tedesco e l'italiano. Ultimamente mi cimentavo anche con l'arabo e il cinese ma con scarsi risultati. I miei risultati scolastici erano sempre stati eccellenti oltrepassando le incredibili grane portate da comportamenti irrispettosi e irresponsabili causati da un uso costante e precoce di droghe. La mia famiglia originaria di fede cattolica aveva la curiosa abitudine di lasciare ai propri figli la decisione di scegliere la propria fede, così mio padre era diventato cattolico come i suoi genitori e mia madre anche. Ma nonostante un tentativo di introdurmi non ero mai stato un religioso e l'unica religione che trovavo interessante era quella ebraica ma per un puro interesse lobbystico e economico.
Il viaggio con Wade era stato molto lungo ed esaustivo. Il suo nuovo programma sarebbe cominciato proprio qui in Italia. Wade conosceva alcune persone che mi avr

domenica 29 maggio 2011

Encefalo

Una nebula sconosciuta avvolge la strada davanti al mio sguardo. Passo dopo passo il mio corpo trasparente come composto da un liquido a me ignoto, attraversa questa lunghissima strada, salite discese, il tempo non esiste, una lunga serie di immagini in movimento che si susseguono come pagine di un album mostrano le mie azioni surreali e inconcepibili. Vedo il mare ai miei fianchi, vedo persone a me care, vedo il miliardario della medicina, Sir Barrimore Matthew Highman, il mio bisnonno, vedo suo figlio, suo nipote..mio padre. Poi vedo me il grande erede, dopo la morte di mia sorella, l'unico rimasto, il maschio. Nessuno avrebbe scommesso un dollaro su di me. Espulso a scuola, drogato, ricoverato, cattive frequentazioni, paparazzato ovunque con volgari e rozze pornostar e puttane di alto bordo, pronte ad aprire le cosce e le narici in mia compagnia. Il figlio maledetto che ogni famiglia ricca si deve meritare!. E poi vedo Wade Barrett. Il mio life coach. Un ex dipendente da sostanze che ha usato la palestra e l'attività fisica per uscire dal tunnel. Lui forse è l'unica persona che ha veramente creduto in me. Certo i 2500 dollari al mese che pagava Boris Highman erano sicuramente un aiuto niente male.
La strada ora è finita. Le figure, decorazione del mondo a me circostante, si sono smaterializzate come deboli segnali televisivi. Davanti a me una sola figura. Kimber. Già, quante sedute da psicologi, quante passeggiate con Wade e quanti pugni al muro e scritte bruciate o dedicato a lei. Perdono, la parola ricorrente era sempre perdono, il poter accarezzare il suo sguardo, la sua pelle e sussurrare in lacrime come il peggiore dei dannati, perdonami Kimber, non è stata colpa mia, il mio cervello, la droga è stato questo. Lei è morta e tu no. Sempre questo ti rimane in testa. La stanza del mio appartamento di SoHo a New York. Il suo corpo inerme a raffreddare ulteriormente quelle piastrelle gelide. Quel maledetto 15 gennaio del 2010. Io fatto e strafatto di Cocaina, come sempre, che vedo quella figura davanti a me, so che dovrei fare qualcosa che dovrei agitarmi, ma ormai l'effetto è finito, sono stanco svogliato, non ho neanche la voglia di alzare il telefono così mi sdraio sul letto e dormo. Capito cazzo? Dormo, dormo cazzo, scappo per la centesima volta dai miei problemi, lascio morire l'unica donna che ho sempre amato per fuggire. Al mio risveglio sono in centrale accusato di omicidio. Poi i soldi e gli avvocati mi salvano il culo mi aiutano a scappare per l'ennesima volta. Gli psicologi l'assunzione del life coach, le cliniche i viaggi, la morte di mia madre le accuse di mio padre, " L'hai uccisa tu! Tu e le tue sporche droghe la tua misera vita, il tuo atteggiamento del cazzo il tuo voler essere al di sopra di tutto e di tutti! La tua vita maledetta, no non è la tua vita maledetta Ethan, è la nostra, la vita che ci costringi a fare è maledetta, i soldi che ci fai perdere sono maledetti, esci fuori da questa casa e non farti vedere, rubami i soldi ma non rubare la vita anche a me. Muori se devi morire ma fallo per una volta in silenzio!".
Lui ha sempre amato il silenzio. Ovviamente quello che dovevi mantenere quando Lui urlava. Quello che dovevi mantenere quando a 7 anni lo vedevi sbattersi una delle tante segretarie sulla sua scrivania. Quello che dovevi tenere quando sbraitava contro mia madre, quando ormai ridotta a mucchio di lacrime e muco le sputava addosso dicendo che Lui doveva sopportare le sue maledette lamentele. Il silenzio che dovevi avere quando lui tornava, dopo averti fatto girare le più prestigiose scuole e ti portava il solito regalino. Il silenzio interiore che hai sempre dovuto tenere quando si comprava anche l'affetto. Che a differenza di ogni genitore lui non reputava un diritto, perché nella sua interiorità e nel suo subconscio era consapevole di ciò che faceva.
" Ethan, Ethan..Apri gli occhi Ethan.."..."Dove...Do..ve...mi...tr..o..vo..?" " Siamo in Israele Ethan, hai avuto un overdose, ti hanno salvato per un pelo, io ho preso il primo volo e mi sono precipitato. Eri in coma, pensavano non ti saresti risvegliato.". Dopo un paio di colpi di tosse provo a domandare: " E..E..Ora?" " Ora Ethan ricominciamo il nostro programma, dopo un paio di giorni che passerai qui per riprenderti, andremo in Italia. Conosco molte persone li e ho intenzioni di svolgere una nuova parte di programma per te, visto che molte cose non hanno funzionato ho intenzione di fare un cambiamento drastico. " "..In..Italia..?..Ma perché proprio lì?..". Lo scoprirai, ora riposati ne riparleremo domani."
Senza neanche sentire la fine del discorso, tornai nel mondo del mistero, teso da cinghie urlanti se e ma. Ma infelice di essere vivo.

mercoledì 25 maggio 2011

Rabbia

Brivido caldo che ti scorre dentro. Il sangue ribolle come la lava di un vulcano. Sentimento di esplosione, come un'erruzione il tuo corpo cambia radicalmente volto perde ogni freno e ogni controllo. I tuoi occhi non sembrano più gli stessi. I tuoi muscoli vibrano come le case dei terremotati. La ricerca del dolore, la voglia di distruggere tutto quello che ti circonda. Il raggrupparsi frenetico dei suoni all'interno del tuo corpo che esplodono in una bomba che non ha nulla a che vedere con un urlo. La voglia di correre correre fino a sentire il tuo corpo chiedere pietà, fino a non sentirlo più. Lo spremersi di ogni tua singola forza negativa nello stesso istante, nel momento preciso, dove ti manca l'ossigeno dove brucia solo il tuo cuore, quella è la rabbia.

lunedì 23 maggio 2011

Dove tutto è nato, dove tutto è in guerra.

Ore Dallas 11.35. Ore Ho Chi Minh City 23.35. Ore Gerusalemme 19.35. Dopo aver alloggiato per circa due giorni in Vietnam sono ripartito con il mio Borsone Louis Vuitton e i Ray Ban per oscurare i miei punti deboli. Ho preso un aereo per il luogo più legato e probabilmente importante della terra. Gerusalemme. Dopo diverse ore di volo sono giunto qui. Un famoso detto dice, a Tel Aviv ci si diverte a Haifa si lavora e a Gerusalemme si prega. Sono dunque qui per pregare?. Probabilmente no. Probabilmente sono qui per riscoprire me stesso come uomo, come persona nel luogo terra, come persona effettiva nel suo essere. Yerushalayim in ebraico. Ūrshalīm in Arabo. La città santa per eccellenza. Antichissima e dalle radici profonde e radicate nel vecchio terreno ebraico o palestinese che dir si voglia.
La mia mente rievoca libri e saggi di poeti e grandi scrittori israeliani. Un nuovo popolo, nato dall'unione di una rabbia, una rabbia radicata nei secoli e sepolta nei meandri delle menti. Il tutto per una folle guerra e per un susseguirsi di persecuzioni su popolazioni in minoranza. La cosiddetta legge del più forte.
Io credo che nelle menti degli israeliani si sia radicato il processo che avviene nelle menti dei serial killer. Si è attratti da ciò che noi stessi abbiamo subito. Uccido perché sono stato ucciso, una cosa molto più complessa ed elaborata della semplice vendetta.
Chissà perché credo di essere così legato a questa terra. Insomma la culla delle religioni che accoglie la culla dell'ateismo filosofico. Forse credo di trovare la mia via, che sembra essere stata risucchiata dai vortici dell'inconcludenza.
Un po' come un Gesù che chiede al padre dov'è la strada da percorrere dov'è il suo destino che probabilmente è superiore anche a ciò che è il Dio stesso, io mi affido all'unico Dio che conosco ovvero la mia interiorità, la mia mente, per ritrovare ciò che ho perduto. Per uscire da questa depressione che mi uccide a poco a poco.
 Chiuso in hotel fisso le vecchie foto sull'I-pad mentre ascolto Moonlight di Beethoven diretta proprio da un israeliano Daniel Baremboim. Per poi accelerare i neuroni della mia mente con un pezzo chiamato Allegro con fuoco del grande Rachmaninov. Rivedo quello che un tempo credevo essere la felicità. Quei volti, quei sorrisi, quelle maschere, quell'eterno nichilismo della paura della morte. La velocità dei loro corpi, l'antichità dei loro volti resa quasi buffa da quei vani tentativi di nascondere. La naturalezza del suo volto. La debolezza del mio volto. Sempre più giù e più veloce. Un drink dopo l'altro. Una sniffata dopo l'altra in bagni degni della nobiltà europea. Il mio volto marchiato dall'insicurezza e da timidi sorrisi, estasiato ed esaltato, il mondo è nelle tue mani. O meglio il tuo cervello è nelle mani della cocaina. Vorresti proprio scoparla, lì in quel momento, fottendotene degli altri, delle regole. Caos. Caos. Caos. Non capisci più niente e riesci solo a guardare tutti volteggiare davanti a te, in quella follia di capitalismo e squilibratezza che aleggia in quella sala. Chiudi gli occhi e li riapri lentamente in cerca della fine del sogno e invece sei solo più confuso più dipendente più squilibrato. Applausi. Applausi. Flash. Applausi. Applausi. Flash. Applausi. Applausi.
Sudore. Inchino.
Mi accorgo del pianto e del sudore marcio che mi avvolge solo allo stacco imponente della musica. Riconnetto lentamente la spina e guardo l'orologio un Breguet Classic 7737, una luna sorridente mi fa capire che è molto tardi.
Chopin mi ricaccia in fondo al mare. Tuo padre. Chi è tuo padre?. Un maestro?. Un genio?. Una copia sbiadita?. Una testa di cazzo?. Chi è?. E' semplicemente ciò che ti ha reso quello che sei, la figura che per anni con i tuoi eccessi con i tuoi sbalzi di umore, con le tue follie e le tue passioni hai tentato di cancellare dalla mente di chi ti seguiva di chi non ti capiva. Sei stato sommerso esattamente com'era prevedibile dalla paura di non farcela di non reggere tutto quel peso. Psicologi e terapisti ti hanno solo guidato all'interno di un labirinto di difese e nuvole che tu stesso hai creato.
Probabilmente chiunque conosce lo studio di proporzionalità di Leonardo da Vinci. Io credo che il mio corpo in questo momento si stia portando all'estremo. Allo studio della proporzionalità della sua mente.
Down on the corner. Su e giù. 100. 110. 120. 130. 140. 150. Sono morto. 170. Flessione dopo flessione mando a fanculo il mondo che mi ha creato, persona dopo persona. Io sono il nuovo voi siete il vecchio. Io ho preso il mio futuro in mano e l'ho buttato nel mio caos. Che si fotta!. Ma chi cazzo è per decidere di me?. Un'altra striscia. Niente più pulizia. Prima che tutto vada a puttane..riesco a prende l'Iphone..Chiamo Barrett.
" Vieni qui cazzo..". " Ma che cavolo vuoi a quest'ora Ethan ? E soprattutto non so neanche dove sei e perché dovrei venire!" " Siccome sto spendendo circa 20 dollari al minuto, ho appena sniffato 5 strisce di cocaina colombiana purissima mi sto sballando nella città santa con i Creedence Clearwater Revival a tutto volume nella testa e ho fatto 200 flessioni per mandare a puttane il mondo necessito di un tuo arrivo immediato!" " Cazzo, cazzo. Pensavo avessimo almeno superato questo momento. E soprattutto che cazzo ci fai a Gerusalemme?!? E come faccio a venire li ora? Non posso. Cazzo. Piantala dormi e appena puoi torna negli Stati Uniti!" " No se non vieni mi butto da questo fottuto Hotel, mi taglio le vene e mi sparo in testa hai capito cazzo di Barrett di merda..". Il buio avvolge la mia testa. E' finita?. Forse sono finalmente morto...Forse..Forse..

sabato 21 maggio 2011

Rinascita 2.0

150, 200, 220, 250. La strada sembra non finire mai. 255,260,270. Brusca frenata la ceramica sfrega contro il disco delle grosse ruote gommate P Zero e la Carrera Gt si ferma.
Respira profondamente dal naso e butta fuori dalla bocca. Dai Ray Ban Wayfarer scuri guarda il deserto che ti circonda e calcola le tue cazzo di intenzioni, mi stai rompendo il cazzo con tutte queste malinconiche frenate improvvise mi sembra di testare le cinture di sicurezza mi fai sentire un fottuto manichino!. Già parlare da soli, a volte mette allegria, darsi risposte creare grandi racconti, tutto qui dentro la tua testa, nel tuo mondo, come lo vuoi tu. Anarchia e dittature in volume unico e consolidato come la mente. Sono uscito ho deciso di uscire, ho un borsone Louis Vuitton con un po' di vestiti, documenti, carte di credito, contanti, insomma tutto l'occorente che servirebbe ha chi va in vacanza. Ma io dove sto andando? Così in macchina un trentatrenne in cerca di avventura. Sembra più che altro un racconto comico, un povero disperato che cerca la rinascita tra le strade desertiche degli Stati Uniti d'America, yes we can!.
Attimo dopo attimo sento il sudore che scivola dai miei capelli tirati indietro anni 60 con chili di gel e un vecchio pettine, la barba scura tenuta bene occupa il mio viso come una casa abusiva. Sono qui che non capisco che cavolo ci faccio e penso a idiozie filosofiche che stanno solo a spaccare la mia mente in mille pezzi oltre i mille che già da tempo la occupano.
Bene ho continuato a viaggiare per circa 15 ore e sono aeroporto di Dallas Fort Worth. Ho messo la Porsche in parcheggio da 7 dollari l'ora e osservo le destinazioni. Dubai, Shangai, Nuova Delhi, Miami, Rio de Janeiro, Toronto, Parigi, Londra, Mosca. Il mondo mi scorre elettronicamente davanti. Il battito del mio cuore si ferma ad singolo e lunghissimo respiro che il mio corpo rilascia. Una volta spesi i miei 3500 dollari preso i biglietti e accomodato in Business Class Lufthansa chiudo gli occhi  e mi lascio trasportare da Morfeo.
Poco dopo da Francoforte parto per Ho Chi Minh all'aeroporto Tan Son Nhat con la Vietnam Airlines. Arrivato posso cominciare il mio viaggio. Ma siccome la stanchezza e tanta comincio alloggiando al mio Hotel. Il Park Hyatt Saigon hotel andrà bene.