Piano dopo piano, l'adrenalina saliva. Come un condotto senza freni che collegava il mio cervelletto a tutto il corpo. Ero una fibrillazione unica. La stanza era spoglia, lui era li in attesa di un rapporto probabilmente. I suoi occhi prima del primo colpo erano incredibili, il dilatarsi quasi istantaneo delle sue pupille, lo stupore e poi la paura. Soprattutto la paura. Un colpo, un altro, un altro ancora, sangue che ricopriva quelle lenzuola così candide. Sangue sulle pareti, sangue dappertutto. Ora era peggio di carne da macello, un grumo di carne da macello, tendini spezzati, muscoli dilaniati, viso contratto. Era solo carne. I cristalli mi stavano invadendo il cervello, la cocaina li rendeva più limpidi, più chiari. Questo non era pagare per uccidere, questo era uccidere per uccidere. La vita era un concetto superato, un concetto antiquato per come la mia mente si era aperta. Un gioco assurdo, impensabile, proibito, aveva preso l'assoluto controllo su di me. Dilaniare questo sconosciuto era diventato quasi un obbligo per le mie mani. L'avevo preso, ucciso, buttato via come un giocattolo rotto. SoHo era stata teatro dei miei omicidi molte volte, mai un indizio, mai un errore, la perfezione di un drogato, l'ossesione dell'errore, che non può accadere. Osservare quella stanza piena di sangue mi ricordava la mia infanzia, un susseguirsi di curve che non erano altro che emozioni non capite, non colte, non ritrovate. O forse solo la ricerca di un delirio, una riproduzione vivida, nitida, del caos interiore che solo un bambino può contenere.
La ricerca infinita della perfezione doveva chiudere quel cerchio, dare l'ultimo colpo di pennello per quell'enso, quella firma che ormai contraddistingueva i miei crimini.
Il cerchio doveva chiudersi, l'Italia doveva essere l'ultima tappa.
I'm feeling rough, I'm feeling raw, I'm in the prime of my life. Let's make some music, make some money, find some models for wives. I'll move to Paris, shoot some heroin, and fuck with the stars. You man the island and the cocaine and the elegant cars.
lunedì 28 maggio 2012
domenica 13 maggio 2012
Party Love. Roma.
Calava, l'alcool, calava come non mai. Mai si era visto in tutta Roma un party più marcio. Shots shots shots everybody! Risuonava nelle mie orecchie mentre calavo l'ennesimo Jager bomb.
Ragazze di cui non conoscevo neppure il nome riempivano la mia bocca delle loro lingue. La gente saltava ovunque e dovunque; piscina, terra, tavoli. Era il delirio della ricchezza, del lusso più sfrenato. Lo status simbolo di quel mondo alla deriva. Lo spreco come obbiettivo di vita.
Potevo avere ogni sorta di cosa, droghe, donne, follie di ogni genere e tipo, eppure lei mi sfuggiva sempre.
Ogni festa, li con il suo sguardo impenetrabile, i capelli neri come il cielo nelle notti di pioggia. Occhi di puro vanto nobiliare, lapislazzuli che non smetti mai di guardare. L'amore che ti coglio un po' alla sprovvista, quando meno te lo aspetti..o forse quando sei meno razionale.
Eppure lei resta li, come una stella che si ostina a splendere in quel cielo inquinato. Un vestito panna e nero, delicato e ricercato. Tu invece sei li, spaparanzato su una poltrona di un lercio indefinito, con il tuo abito d'arta sartoria che ormai è un vago ricordo d'eleganza. Per non parlare del tuo ciuffo, ridotto a una frangia spettinata e impregnata di sudore, alcolizzata quasi quanto te. Il baffetto ricercato e forse l'unica cosa che ancora ti distingue dal resto di quel marciume. Il naso chiede ancora pietà per la coca da bagno. La sciarpa Louis Vuitton è ormai un tenero asciugamano che adorna le tue spalle.
Insomma caro Marco cosa vuoi offrire alla tua fiamma? Il verde del tuo sguardo.
Ti alzi, ti risistemi con finta non curanza, accendi la sigaretta, uno due quattro passo e smeraldi e lapislazzuli si sfidano in un gioco di colori, nella notte dove il colore a reso tutto più nero. - Com'è che in un posto come questo c'è spazio per certi sprazzi di arte contemporanea?- esordisci. - Non so, in fondo l'arte è relativa.- Risponde saggiamente lei. Diavolo quanto devo vomitare. - O no un saggio conoscitore di opere qual è la mia figura ha il pieno controllo del sapere è sa quando gli viene proposto qualcosa di raro, non fuggire via da me, non scappare, non pensare che io sia il solito ricco egocentrico, lascia che io ti possa mostrare il mondo per quello che è realmente, un capolavoro nel quale tu sei una delle punte di diamante, una di quelle cose che ci fa ancora addormentare felici nelle notti di tormenta- Che fottuto poeta delle notte. -Come siamo poetici Casanova di Wall Street, ma il mondo per come lo vedo io è gia ampliamente ricco di bellezza anche senza il tuo aiuto, kiss kiss bang bang..- Non fece in tempo a finire la frase che il mio vomito stava invadendo la strada 4 piani più in basso dell'attico. Sentii solo la sua voce mormorare: -Bello il tuo mondo poeta-.
Bella figura di merda. E vomitai ancora.
lunedì 30 aprile 2012
Milano-Roma: Storia di un semi Dio
La solita stupida e splendida settimana della moda. Luci soffuse ed elettriche inondano le passerelle, artisti della bellezza vengono ridicolizzati in nome dell'arte e io me ne sto li con il mio nuovo taglio anni 30' che farebbe invidia anche a mio padre. I colori sgargianti di Comme Des Garcon vengono risucchiati dalla mia voglia di buio. Mi immergo nell'ambiente solo dopo la prima sniffata, in quel bagno così lucido, così vuoto. Un colpo di correttore e le cicatrici dell'acne spariscono, risistemiamo un po' questa cravatta e respiriamo.
-Questo Champagne è dannatamente delizioso!- strilla lo pseudo elegante davanti a me, fa schifo idiota.
Penso questo eppure me ne sto li a guardare questo essere che vuole essere che vuole essere fashion agli occhi di qualcuno che spera a sua volta, lo farà diventare qualcuno. Ma pulisciti il culo con il tuo foulard di Hermès.
Scappo da quell'edificio, salgo in Bentley e dico a Fernando di portarmi via da quel luogo dove l'umana stirpe ha perso il concetto di applicazione pratica della ragione.
E lui fila veloce, sfreccia tra il traffico di Via Montenapoleone, sfiora soltanto Via della Spiga..Osservo veloce il mio studio. Ogni cosa vola via nel dimenticatoio, assorbita dai rumori, dall'artificio dell'uomo.
Quasi come la sigaretta tra le mie labbra. I polmoni inalano piano la morte, come a gustare quel mix di suicidio psicologico e fisico che mi sta uccidendo; Fernando accelera, io fumo e poi tiro.
Noi amiamo la vita quasi quanto ciò che assumiamo per distruggerla. Corey Taylor inebria il mio udito come forse non ha mai fatto, nella sua versione più pulita.
L'Iphone 4s non smette più di vibrare e io quasi per offenderlo, non la smetto più di non rispondere.
Un bel luogo? L'autostrada è un bel luogo, anzi è uno splendido luogo. Vicino a te ci sono solo le luci, nessuno che ti guarda, nessuno che ti parla, nessuno che ti giudica, nessuno che ti crea problemi. Vicino a te ci sono solo le luci di chi come te ha scelto quel luogo per venire a respirare.
220 km/h. Gli occhi si muovono veloci e la mente li segue a ritmo. Tutte quelle sagome di natura morta, quelle case, quel buio e quei cartelli verdi che ricordano che Roma è lontana.
250 km/h. Sei tu e la morte. Siete uno di fianco all'altro solo che tu puoi scegliere, ti puoi girare, guardarla e dire: vaffanculo ok?!? Sono un pezzo di merda ma non morirò stasera ok?! Puoi dire quello che vuoi, ma io non morirò. Oppure puoi sparare in testa a Fernando, con la pistola che tieni sempre con te sotto quel maledetto sedile, e dire dai giochiamo, proviamo a vedere chi ha la Dea Bendata dalla sua parte, chi se la scopa stasera eh?. Così tiri fuori la moneta, quel 2 euro Monegasco, tiri, pensando tra te e te che tu hai croce, perché Dio, sono o non sono meglio di Cristo?!...1..2..3..frazioni di secono e Puc!..alzi la mano destra, osservi lentamente con il tuo sguardo smeraldo dal cuore di faggio, e alzi gli occhi al cielo che non puoi vedere. Respiri, e poi sussurri quasi a non farti sentire..ho perso. E dunque vivi, per continuare a sognare un giorno di morire.
Urli:- Fernando! Rallenta, Roma è ancora lontana-.
Guardi in faccia la realtà, ti accorgi di quanto orrida essa sia e tiri ancora la polvere bianca.
Via Condotti è la tua meta.
lunedì 6 febbraio 2012
lunedì 10 ottobre 2011
Inneres Auge
Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?
Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!
http://www.youtube.com/watch?v=Q21jdADhW30
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?
Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!
http://www.youtube.com/watch?v=Q21jdADhW30
Come As You Are.
Incontrarsi, non è che l'inizio della separazione. Osservavo questa scritta in giapponese che ornava il mio braccio sinistro. Un nuovo tatuaggio per un nuovo inizio. Oddio le Dunhill, erano ancora li poggiate sul comodino, come quei cazzo di cerotti per smettere. Il libro era il solito mucchio spartano di parole privo di significato. Il telefono era staccato come 3 mesi fa. I Nirvana intonavano le loro tristi note come ieri e l'altro ieri. Ogni cosa non era illuminata. L'effetto della Marijuana afgana era nell'aria, anche i mobili erano intontiti. Il mucchio di peli che adornava la mia testa continuava ad assumere forme astratte, nuove, misteriose, surreali. Voglio un fucile! Voglio un fucile ora, una merda di fucile per sparare in testa a quei fottuti vicini che non hanno nient'altro da fare che divertirsi a far intonare al loro marmocchio orribili canzoni che fanno sembrare Gigi D'Alessio uno dei migliori cantanti del globo. Fateli smettere. Ora.
Perché diavolo la gente non sa convivere con altra gente? Sembra così facile per gli animali..Bah voglio un diavolo di branco dove mangiare e scopare senza tanti complessi.
Mentre accendo il quarto spinello cerco di capire se quel mobile davanti a me è davvero storto o c'è qualcosa di troppo che scorre nei miei neuroni; mentre cerco di avvicinarmi al fantomatico oggetto, perdo l'equilibrio e sbatto violentemente la testa a terra, spiaccicando il mio zigomo e la guancia sinistra sul lurido pavimento.
Ogni cosa è capovolta. I libri accatastati sul mio tavolino ora sono semplici da leggere, Elie Wiesel-La Notte, Jake Adelstein-Tokyo Vice, 1Q84-Haruki Murakami. Ognuno di quei libri, mi ha tenuto compagnia in questi mesi..Eppure nel mio manoscritto personale, le parole continuano a scarseggiare e peggio, sono qui per terra che non mi ricordo e soprattutto non trovo la forza per riuscire ad alzarmi.
Quel maledetto marmocchio merita di bruciare nel cherosene. Io merito di macerare nell'alcool. Fottiti bambino di merda.
Perché diavolo la gente non sa convivere con altra gente? Sembra così facile per gli animali..Bah voglio un diavolo di branco dove mangiare e scopare senza tanti complessi.
Mentre accendo il quarto spinello cerco di capire se quel mobile davanti a me è davvero storto o c'è qualcosa di troppo che scorre nei miei neuroni; mentre cerco di avvicinarmi al fantomatico oggetto, perdo l'equilibrio e sbatto violentemente la testa a terra, spiaccicando il mio zigomo e la guancia sinistra sul lurido pavimento.
Ogni cosa è capovolta. I libri accatastati sul mio tavolino ora sono semplici da leggere, Elie Wiesel-La Notte, Jake Adelstein-Tokyo Vice, 1Q84-Haruki Murakami. Ognuno di quei libri, mi ha tenuto compagnia in questi mesi..Eppure nel mio manoscritto personale, le parole continuano a scarseggiare e peggio, sono qui per terra che non mi ricordo e soprattutto non trovo la forza per riuscire ad alzarmi.
Quel maledetto marmocchio merita di bruciare nel cherosene. Io merito di macerare nell'alcool. Fottiti bambino di merda.
mercoledì 5 ottobre 2011
New Human World
Beijing 08.00 27/03/2052
Frenetiche le persone passavano ininterrottamente davanti al mio sguardo. Era quasi difficile mantenere la concentrazione ad un livello tale da poter scrivere senza essere continuamente disturbati. Il solito bar dove mi stavo apprestando a scrivere oggi era stranamente sovraffollato.
Dalla grande crisi del 2012, Beijing aveva riacquistato grande fascino e forza. La popolazione aveva toccato cifre record e quest'anno si apprestava a sforare le 200.000 unità. Un record per il mondo intero. Le roccaforti su cui il mondo aveva ricostruito le proprie ceneri erano in fondo un po' l'immagino o meglio l'emblema della rinascita. Niente nasce dal nulla ma si materializza mano a mano grazie al passato.
New York, Roma, Abu Dhabi, Tokyo e Beijing. Queste erano le cinque punte che rispecchiavano la rinascita del genere umano.
Il potere si era smistato in queste cinque grandi città. Il popolo non aveva divisioni ne tanto meno il mondo era stato ridiviso in miliardi di province e stati. Ora c'era un grande e unico stato denominato New Human World. Le amministrazioni erano curate da un grande consiglio popolare, con a capo un primo ministro. Erano state reinserite le tasse e ogni tipo di funzione pubblica necessaria per un perfetto riassestamento mondiale.
A capo del governo centrale oggi c'era Eliezer Johnson, uno dei così detti eletti da Dio.
Già perché quasi tutte le maggiori cariche erano state assegnate quasi per meritocrazia divina ad una nuova “casta” che sembrava essere stata scelta da Dio in persona. La “casta” era formata dai sopravvissuti, cioè quelle persone che prima della grande cura erano sopravvissute al virus Z12. Come scelte da Dio, essere erano immuni al virus che non le attaccava. Gli Unti dal signore (così denominata in seguito) erano la maggiore organizzazione del nuovo Mondo. Essi come detto in precedenza erano a capo di quasi tutte le maggiori istituzioni del nuovo Mondo ed erano stati scelti in base alle loro precedenti credenziali prima dell'Apocalisse Z12, così rinominata. Anche in seguito ai 7 anni di rinascita, così chiamati per gli investimenti e l'aumento esponenziale della popolazione i loro ruoli non erano cambiati. Le regolari elezioni svolte in seguito avevano confermato sui maggiori gradini del potere tutti i precedenti padri fondatori, confermando così al potere la nuova casta degli Unti dal signore.
Nel New Human World era possibile professare qualunque religione liberamente, ma la popolazione aveva ormai conservato solo la religione Cristiana e la religione Ebraica, eliminando o quasi l'Islam e quasi tutte le religioni di stampo asiatico, visto che i padri fondatori (circa 5000 persone) erano quasi tutti esclusivamente di religione Cristiana ed Ebraica.
Ogni cosa era pian piano tornata al suo posto e questa nuova dimensione di unione mondiale aveva permesso una completa o quasi rinascita. Nel New Human World era presente ormai una nuova situazione, che sembrava aver fatto capire all'uomo, quanto era possibile cambiare gli errori del passato e quanto l'Apocalisse Z12, era stato come un segnale che qualcosa di grandissimo andava cambiato. La lettura popolare era chiara. Sei i padri fondati, se gli Unti da Dio, erano loro non c'era alcun dubbio che era stata riposta in loro la chiara volontà di cambiamento.
Dio è diventato nuovamente il fulcro di ogni giorno, e le città riconvertite e completamente ristrutturate rispecchiano ciò nelle Chiese e nelle Sinagoghe che riempono le strade.
Riponiamo in voi il futuro Grandi Padri fondatori.
Così concludevo il mio editoriale di storia e realtà attuale che scrivevo ogni settimana per il quotidiano del New Human World.
Il quotidiano si chiamava Daily World e riportava ogni giorni quasi 100 pagine di notizie. Io ero uno dei maggiori storici e scrittori del giornale. E alternavo la mia attività nel quotidiano alla mia attività di scrittore.
Ogni giorno cercavo di aggiungere frasi al mio nuovo libro, ma le difficoltà sembravano infinite.
Il mondo era ricco e voglioso di capire cosa c'era intorno a se e il Daily World mi toglieva già troppo tempo dalla mia compagna.
In più la frenesia dei continui lavori in corso rompeva il silenzio così tante volte da far sparire anche la notte.
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