mercoledì 19 gennaio 2011

Sporco 1

Correre. Correre. Correre. Correre. Senza fatica. Senza pensieri. Senza anima. Senza gambe.
Correre. Correre. Correre. Correre. Correre sempre di più sempre di più. Il sudore che non finisce mai. I muscoli talmente contratti che ti sembra di essere ancora normale. Correre. E' quasi un mantra. Non guardi niente dall'alto dei tuoi occhiali scuri. Sempre più veloce. Le energie sono come un flusso infinito di coraggio e passione, una rinascita senza fine, un nuovo mondo che si apre. Non sono come vorrei, non sono quello che ho sempre sognato, non sono la persona più sfortunata al mondo, non sono quella più fortunata, non sono perfetto, non sono nessuno, sono solo una persona che corre e che corre senza due fottute gambe. Corro, corro senza fermarmi mai e corro per te. Per te e per me. Perché la rovina ha colpito te e non me, non ti perdonerò mai. Per esserti ucciso. E soprattutto non me lo perdonerò mai. Corro, corro per dimenticare, corro per sognare. Travis! Travis basta scoppierai. Non mi fermo. Non mi interessa. Le protesi erano così pensati all'inizio. Adesso mi sembrano solo due ali di carbonio. Litri di caffeina che si infiltrano nelle vene, anche quando mi sembra di non farcela, nuova benzina, trovo sempre nuova benzina. Stop. Piano respira piano. Adesso parti. Parti di nuovo! Correre. Il mio mantra.

Una doccia con le mie nuove gambe. L'acqua mi scivola sul volto. Inevitabili ricordi e tentativi di ricordare invadono la mente. Goccia dopo goccia, rivivo i momenti, la testa appoggiata al muro, di quella orribile serata, in fondo sono fortunato mi dico, guarda Oliver, lui era a posto qualche graffio, la mente la corroso dall'interno e ha fatto crollare il suo mondo come l'acqua farebbe crollare un castello di sabbia. Non so perché questa fragilità nascosta. Non credo di essere una persona forte. E' una questione di testa, tutto parte dalla testa. Io ho perso le gambe, lui ha perso la testa. La fortuna è cieca. Mi sento come rinato. Non è una questione di sogni, di visioni, di paranormali pensieri legati alla morte. E' soltanto un costante rifornimento di benzina, di energie nuove che non avevo mai avuto prima.

Doccia finita. Una maglietta bianca alla veloce e un paio di pantaloni della tuta. Ho ancora molti problemi nei movimenti ma i passi sono più veloci, più istintivi. Nel frigo è pieno di roba da mangiare, opto per un paio di uova strapazzate e un Red Bull, la caffeina sta diventando una droga. Le giornate passano veloci e io ho bisogno di più tempo che il sonno mi ruba. La televisione a pagamento è una manna dal cielo quasi quanto internet. Lo sport era la mia vita prima lo è ancora di più adesso, sento che è una via di fuga da tutto il resto. Sento che diventerò un fenomeno da baraccone e de quello che non voglio. I soldi non mancano ero già ricco prima e lo sono ancora adesso con gli sponsor che avanzano e una carriera da star in ombra delle olimpiadi dei “non normali” come le chiamo io. La cosa non mi interessa più di tanto, il tempo che ho lo voglio usare in modo diverso. Gioco spesso a scacchi da solo, un allenamento intensivo della mente, lo sovrappongo alle sedute psicologiche gli allenamenti sportivi e le partite in televisione. Non è una vita malvagia è piena di confort e di soluzioni, ma cado troppo spesso in depressione, non per colpa mia, sento un vuoto interiore incolmabile, probabilmente una grossa ferita, molto più profonda che le ferite delle mie gambe e molto più grande di ogni altra ferita che io abbia mai subito e visto in vita mia. La perdita di Oliver mi ha lasciato un vuoto enorme, sento che è stata solo colpa mia, dettata dalla mancanza di attenzione totale di attenzioni da parte mia nei confronti del mio migliore amico quando lui ne aveva più bisogno. In effetti ho mentito. Molto giornate le passo ad ascoltare musica a volume insopportabile per l'udito umano mentre sferro pugni sempre più decisi al muro o a qualunque vetro nelle vicinanze. Il dolore rimane sempre interiore. Ho sempre interpretato la violenza verso oggetti nei momenti di rabbia come un autodifesa, si cerca dolore maggiore ma di minor durata per sopprimere l'enorme vuoto interiore. Ho sempre fallito miseramente e le cicatrici sulle mani mi sanno solo di sconfitta.

Proprio come Oliver vengo spesso trascinato in un baratro di sensi di colpa che sembra sempre incolmabile. La mia statua al merito e al coraggio che sembra sempre così indissolubile non è altro che ceramica pronta a cadere e a frantumarsi in mille pezzi. Telefoniamo a Kurt.

lunedì 17 gennaio 2011

Sporco 0

Nebbia. Abbastanza scuro da lasciarti vuoto. Sul duro catrame i piedi scivolavano piano. Le Vans facevano un lieve rumore dovuto alla suola di plastica. I capelli erano mossi dal leggero brivido gelido che a volta spuntava dalla nebbia, e un ciuffo ostruiva il funzionamento dei già smarriti occhi. L'odore della pioggia non recente offuscava le narici già nervose dal brutto raffreddore che le accompagnava. Una barba rarefatta oscurava le cicatrici di un acne giovanile troppo nervosa. La notte era silenziosa e le luci tenevano poca compagnia in quel giro senza meta, la giacca era calda ma il suo tessuto di plastica faceva un leggero scricchiolio che sembrava quello di un sacchetto della spazzatura spiegazzato. I jeans stretti come una cartina al tabacco erano avvolgenti e mi piacevano. Un anello brillava ogni tanto mostrando la sua ormai smarrita lucentezza. Una rara boccata di spinello riscaldava la rude gola agitando la poca materia grigia ancora in funzione. Il passo era lento e non sembrava infrangere nessuna barriera del tempo. Come in un sogno era tutto sfumato e l'insieme delle cose era un'immagine unica, che forse non rappresentava proprio nulla. Il paesaggio sembrava una natura morta, oppure il vortice di un urlo. Anime vive rinchiuse nei loro piccoli o grossi rifugi, probabilmente assorte nel pensiero del giorno dopo o nello svago serale. Forse quella strada non sarebbe finita mai. Forse non aveva nessuna fine.
Quel giorno era stato come bere una bottiglia. Il fondo era arrivato prima che ti sembrasse l'inizio e il silenzio aveva preso il controllo. Almeno per quei pochi e forse inutili attimi prima della venuta della notte. In silenzio si era aspettato l'arrivo del sonno. In silenzio si era sfogliato quel libro. In silenzio si era ascoltato Nick Drake. In silenzio si era usciti a fumare quello spinello. In silenzio si era sognata la California. In silenzio.
Il passato è brutto. E' brutto perché è in silenzio. E il silenzio e sporco. Il futuro e pieno di aspettativa. Io sono per il nichilismo.
Non volevo tornare a casa. Non aveva senso adesso e non aveva senso in generale. Continuare a camminare non provocava certo nessun problema tanto. Era un po' come il bianco di una pagina. All'inizio sembra che sia così linda e pulita. E poi pian piano viene fuori lo sporco. Ma in fondo ormai lo sporco si ama. E come un accompagnamento del resto.
La panchina non sembrava così lontana. Mi sedetti. Chissà quando tornerà a camminare. Chissà. Chissà quando tornerò a guidare. Mai forse. Non ho nemmeno voglia di pensarci. Quando avrò leccato per bene le ferite e sarò tornato parte della massa dell'insieme forse lo farò. Forse i forse sono la ragione della vita. Forse sono solo colori che servono a sfumare piano il nostro desiderio collettivo. Una lacrima di freddo e di sentimento calava senza ostacoli sul mio viso. La panchina era fredda e umida e la nebbia era come un'aura di accompagnamento del mio essere. Lo spinello era finito da parecchio. Le note del mio pensiero erano scoordinate quasi quanto le mie mani. Non mi sarei risvegliato più. Ma in fondo non si può dormire in un sogno. Non avrebbe senso. Ma che cosa ha senso? Ridere? Ridere come degli idioti. E tu lo vedi li senza gambe dopo. Fanculo. Pillola dopo pillola. Ero ufficialmente morto. La combinazione di farmaci che avevo appena ingerito mi avrebbe fermato il cuore tra pochi minuti. Che cosa avreste fatto voi?. Telefonato ai genitori. Scritto all'amore della vostra vita?. Lasciato un biglietto. Non lo sapete. Non lo so neanche io. Non ho scritto nulla a nessuno, a cosa servirebbe?. Tanto quando uno e morto e morto. Si chiude un libro. Forse troppo corto chi lo sa. Vorrei solo che..Insomma..chiudi gli occhi e non ti risvegli più..Ore 2.30 un signore che aveva portato a spasso il cane ritrova il corpo senza vita di Oliver Knight. In un sentiero sterrato sdraiato. L'autopsia dichiara suicidio. Il giovane giorni prima aveva avuto un incidente assieme al suo migliore amico Travis Burger che aveva dovuto subire l'amputazione di entrambi gli arti inferiori dal ginocchio in giù. Nessun biglietto o messaggio nella camera del ragazzo. Solo una scritta con un pennarello sul braccio. Sporco.

giovedì 30 dicembre 2010

Notte pre 2011..

Plick..plock...plick...plock..piano..scivola. Goccia dopo goccia. Sentiamo il tremore della pelle..non è più abituata inondata anche lei dalla società sviluppata. Guardare la pioggia da una finestra. L'ho vista. Non è mai scappata dalla mia mente. Un mare nero sopra e sotto di me. Forse è solo marijuana o forse e solo la mia mente che rifrulla ricordi e immaginazione. Non sono mai stato così solo e accompagnato contemporaneamente. Il profumo di una scopata immotivata che accompagna ogni giorno. L'odore della strada ancora bagnata. I passi che non pesano mai. I polmoni che si riempono come a produrre energia costante. Era quel tatuaggio sul collo a stregarmi. O il suono della sua voce. Le dita che scivolano leggere sul piano cottura. Camminare camminare camminare questo è l'unico desiderio che hai a volte. Cammini e neanche te ne accorgi. Rime su rime che viaggiano alla velocità della luce nella testa. Un mucchio di parole senza senso buttate li a caso. Però ti piace. Ti piace e vuoi continuare ad ascoltare. Tristezza. Ogni volta che succede qualcosa di questo tipo la tristezza mi sommerge mi inonda. Clap Clap gente in sottofondo che applaude J-Lo. Ti siedi e sogni ad occhi aperti. Scosti quelle piante in eccesso ed entri in questa sala gremita di gente, splendide ragazze che ballano e si divertono, i marpioni di turno che bevono litri di alcool per coprire con idiozia la loro idiozia. Musica altissima per coprire la loro multipla idiozia. Curve che fanno curvare l'immaginazione. Un sosia di Guetta venuto male che cambia dischi in continuazione come in preda ad iperattività. E tu sei lì che fissi il tutto con il tuo solito sguardo esterno dedito ai dettagli. Come se una plastica facciale di avesse mascherato l'emozioni per sempre. Momento di silenzio. Chiudi gli occhi sul serio. Eh..BOOM casa pieno di teenager in preda a voglia di fare casino, birre ovunque, vogliose che nuotano nell'alcool, canne che girano come benefatricci. Due amiche che ti fissano come a dirti ai qualcosa che mi appartiene. Un tiro tira l'altro bicchiere. Adesso a tutto preso il colore giusto. Ossi. Sul letto e adesso sai cosa regalarti per il 2011. Stanco e senza mutande ti alzi. Ray ban wayfarer di notte sbandando verso casa, l'ultimo tiro..Non sono solo uno stupido ragazzo..Bye Bye 2010 Fuck You Californication.

lunedì 20 dicembre 2010

Il gruppo

Polvere. Negli angoli era pieno di polvere. C'era solo musica. Alta. Blues vecchio stile. Una sedia di legno che ondeggiava piano, le mie gambe incrociate non lasciavano trasparire nulla, lo sguardo fisso. Nel nulla. Takeshi non muoveva nulla. Lì in piedi fermo immobile. Potevi pensare che fosse morto. E poi gli occhi di Kurt così azzurri da illuminare quella stanza buia e polverosa. La rollata finiva in fretta. Il tempo di dare due boccate e giù a rollare di nuovo. Il colpo previsto non era nulla di che. Niente di consono al solito della nostre operazioni. Una chiesa. Una croce d'oro. Via per sempre forse, oh forse era solo uno stupido rituale da fine corso, un rituale da gente che non parla neanche, comunica con gli occhi. Non eravamo terroristi. Eravamo religiosi alternativi. Un po' ladri, un po' politici. Insomma, nel 2010 chi è più un terrorista politico. Bisogna essere dei terroristi religiosi per fare colpo. No, noi eravamo solo dei ladri di sentimenti. Oh forse eravamo solo ladri di sintonie. Il prossimo colpo sarebbe stato d'effetto. In fondo un prete e poi così importante? Dipende da che prete eh. Guardatelo, li con il suo vestito che non cambia da migliaglia di anni, ma la stessa sete di ipocrisia. Non sono uno che giudica, sono uno che non ama essere giudicato. Nessuno della mia squadra ama essere giudicato. E se tu mi chiedi perché lo facciamo io ti dico una cosa sola. La più banale e la meno poetica. Io lo faccio per soldi. Io rubo, sequestro le persone, le uccido a volte. E lo faccio per soldi. Semplicemente per soldi. I soldi sono il motore di tutto. Una grande ruota che gira e l'acqua sono i soldi. Non sono semplicemente un'opportunista. Sono ciò che voglio essere. Takeshi e Kurt sono ciò che vogliono essere. Per noi non fa nessuna differenza. Noi mandiamo dei messaggi. Se non vuoi coglierli non coglierli. Io non voglio essere ne benedetto ne perdonato. Voglio scegliere di essere quello che ho sempre desiderato. La mia non è una scelta è una convinzione. Io nego di essere normale perché lo voglio essere. Non ho mai voluto dare molto peso al nome di un gruppo di ladri terroristi. Ma i miei due soci mi hanno fatto notare l'importanza di un segnale. Allora ho deciso che il nostro nome fosse un nome normale e che racchiudesse tutta la nostra importanza. Noi, siamo, Gli Efori. Siamo gli efori della società. Non possiamo cadere. Non perché siamo invincibili o perché siamo degli dei. Semplicemente perché non lo vogliamo. Siamo i messaggeri della volontà. Non ci state capendo più niente vero?. Sì è vero ho detto che lo faccio per soldi. E' vero quando mando un messaggio mi prendo ciò che posso e senza chiedere a nessuno. Perché i soldi servono. E non voglio spulciare qualche seguace con qualche stupida inventiva da setta da quattro soldi. Mi servono i soldi e li prendo e basta. Forse dovrei presentarmi. Ma a cosa servirebbe. Farebbe di me una stupida icona. Non amo le icone. Penso siano solo frutto della mente deviata. Io voglio che ciò che voglio mettere in risalto sia la vera icona. Quello che penso io lo faccio. Che sia all'interno degli schemi o fuori dagli schemi. Che appartenga a qualche spazio temporale o meno. Apparterra di sicuro alla mia esistenza. Voglio che chiunque sia sintonizzato con la mia mente capisca che quello che c'è dentro non è una ragnatela ma un oceano. Perché è nuotando che si è liberi. Nuotando nell'oceano più vuoto e pieno che ci sia. Non è seguendo un percorso. Eh no signori no. Se state pensando che il mio messaggio sia solo anarchia siete le persone più banali che io conosca, e vi consiglio vivamente di andarvi a vedere il film "The rocky horror picture show" per avere un'idea di quello che io stia dicendo. La società e sono una stupida riflessione sbiadita dell'illusione della perfezione. Una lettura distorta di quello che il nostro subconscio ci ha dato a disposizione. Non sono altro che il suono che entra nelle vostre orecchio. Gli occhi sono solo lo specchio più rotto che io abbia mai visto. Metteteci un riflesso che funzioni una volta tanto!. Il nostro prossimo colpo. Sarà il Vaticano. Ruberemo il 100% delle opere presenti nell'area denominata Vaticano. Uccideremo molti preti e vescovi e ne sequestreremo 33. Dopodiché daremo 33 giorni di tempo alle istituzioni più importanti del mondo per accogliere le nostre richieste. Saranno molto semplici e chiare. Vogliamo che tutte le televisioni radio e mezzi di comunicazione come internet e cellulari siano inutilizzabili da chiunque inclusi servizi segreti e di emergenza per 33 giorni. Inoltre tutte le persone dovranno aprire il loro armadio. Chi ha capito ha capito. Noi non diamo le informazioni in anticipo. Quello che ho appena detto accadrà il 31 gennaio alle ore 00.33 del 2011. Mi è scappata una risata sapete. Mi è appena caduta una goccia di senape sul pavimento polveroso. Non prevederemo proprio mai quando è ore di non pensare che una goccia di senape non causa danni irreparabili alla nostra sopravvivenza. Indossati gli occhiali da sole. Uscimmo da quella stanza. Dal New Hampshire a Roma sono tante ore di volo. Gli efori partono. E il sole cala nell'oceano. Imperterriti tentano di prenderlo. Non finiranno mai di volare.

mercoledì 17 novembre 2010

Ricordi notte

Le sue labbra. Erano orfane di una sconfitta. La sua lingua era veloce di esperienza, povera di retorica. I suoi occhi non lo erano affatto. Chiaro era il suo volto. Scuro il suo riflesso. Un immersione nella perdita di ciò che più umano non c'è. L'amore. Era solo un desiderio di non essere sconfitti. Poterla osservare. Non era romanticismo da strapazzo. Era il suo violino che suonava la solita vibrante emozionante....e malinconica sinfonia. Una fisarmonica ereditata, un talento mai avuto. Tu che cosa le puoi offrire che non sia talmente di così basso e infimo livello come te?! Il verde del tuo sguardo.

sabato 23 ottobre 2010

Futuro

Bene, il concorso è terminato un po' di tempo fa e il vincitore è stato informato. Ultimamente non sto scrivendo molto sul blog, ma non sto scrivendo molto in generale. Il mio mondo si sta capovolgendo e rigirando ogni giorno che passa e la scrittura è una fatica che il poco tempo che il mondo ha deciso di offrirmi viene prosciugato via da ciò che la popolazione chiama obbligo. La mia mente non riesce a produrre quando il ritmo diventa frenetico e quando le cose vanno all'apparenza bene la fatica è doppia. Vi lascio con due piccole creazioni che ho scritto nella notte prima di crollare davanti a 1984 di Orwell.

Ho voglia di chiudere gli occhi per sempre. Dormire per un tempo indefinito. Chiudermi nel silezio di sogni irrealizzabile. Nei colori di ambienti da cristalli. Acqua sul volto per far scivolare lentamente l'oblio della notte. Capelli di vita propria che lentamente scivolano sulla pelle. Musica e finestrino. N.E.R.D nelle orecchie, ricordi e film nella mente. Volgarità che scappano via per incomprensioni di paesi. Scuola, 6 ore di cultura trasformate in minuti di caos e perdita. Scoprire che si è troppo soli.

Stanotte sono scoppiato sono impazzito mi sono lasciato trasportare non ho voluto respirare non ho voluto la punteggiatura voglio solo un viaggio folle all'interno della mia mente. Lasciati andare sciogliti, su vuoi nuotare o vuoi volare ?. Sei solo un fottuto panino o un surrogato della società. Non cadere nel pozzo della banalità. Soldi. Baby don't hurt me don't hurt me no more. Discoteca anni 90. Successi alla Media shopping. Striscie di cocaina che volano via come mutande delle puttane. Un ballo sfrenato verso lo sfruttamento della società. Nirvana dei sensi, Nirvana nelle orecchie. Corde tirate allo sfinimento. Fucili puntati al volto. Salti dal balcone progettati. Un saluto di sfuggita al paradiso un drink al purgatorio e giù all'Inferno a fare i penitenti del cazzo. Un po' come la roulette russa un po' come Kurt Cobain un po' come Michael Jackson. La cecità. Mi basta l'udito posso scrivere ad occhi chiusi. Voglio urlare fino a morire come Orlando. Mi sono seppelito vivo. E allora urliamo
aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Dstop alla prossima.

venerdì 8 ottobre 2010

Chiavi.

Mi chiedo se sia normale capire che il mondo è un incubo e che dobbiamo svegliarci in un modo o nell'altro per scoprire la realtà. Musica forte. Potente. Sulla mia scrivania casse arancioni che pompano note su note, vibrando piano, un movimento quasi impercettibile. Voci di donne stupende. Mappamondo vecchio e impolverato, statuette colorate in un momento di follia, vecchi cartoncini che rappresento una fissa di vecchia data, una libreria impolverata. Fiammiferi, una fissa che fa paura. Narghilè. Bottiglia di Duff vuota. Un modem ricoperto da un sottile strato di tempo. Una web cam che mi fissa inerme. Sound sempre più psichedelico. Una candela che mi sorride piano. Un vico familiare. Una piccola cinquecento. Un cappello grigio che rappresenta l'avvicinarsi dell'inverno. Un pennarellone nero. 1080 HD. Mi basta il mondo così com'è, sporco e chiaro. Ho paura. Ricordi che fanno paura. Un passato che non ne vuole sapere di venire a galla. Paura di venire a contatto con ciò che si è dimenticato. Non ho un talento, ho una perdita. Dicono che i bambini che dicono le bugie migliori siano i più intelligenti. Io credo solo che siano i più deboli. Difenditi, non abbassare la testa come faccio io. Si accaniranno contro quel piccolo cartonato che sei diventato. Non è questioni di mani in testa, è questione di non perdere te stesso. Silenzio. Voglio solo che facciate silenzio. Ora tocca a me urlare, ma non sarà una delle vostre solite urla. Spacchero l'aria in modo che dovrete metterle dei punti. Sputerò al mondo. E poi riabbassero la testa per l'ennesima volta, dicendo che era stato qualcun'altro. Alziamoci in piedi. Piangete perfavore piangete. Non voglio più soffrire. Non voglio più che succeda. Non mi urtare, non mi urtare. Non più. Io invece ho voglia di ribaltare questo pezzo. Così come una calzino. Chi sei per dirmi cosa devo fare? Hai visto cosa mi hai lasciato. Siamo giovani, non dormiamo mai, corriamo liberi, è piano di belle ragazze. Su le mani!. Un tuffo in piscina (non tua) e il mondo vola via. Un viaggio che ti porta via, il vento negli occhi, verdi come smeraldi. Su andiamo. Tutti insieme ululiamo la nostra libertà. Non perdiamola mai. Vi voglio sentire con me. Vi voglio sentire ora. Sto per lanciare un fantastico contest per i miei folli e amanti del caos fan. Sotto questo post, voglio che mettiate un pezzo che esprima la vostra libertà. Chiunque voi siate, non voglio motivazioni ne citazioni. Voglio solo un vento di libertà che porta via. Ovviamente per non deludervi c'è anche un premio. Per il pezzo che reputerò il migliore, oltre a fama eterna e mio massimo rispetto (muhahaha), un pezzo in edizione limitata. Essì xD che potrà leggere solo il vincitore. Avete 10 giorni di tempo da quando questo post sarà pubblicato. Date libero sfogo alla vostra libertà. Boom. Californication è il King della libertà. Trovatene le chiavi. bye bye black bird